Qualità della vita, Napoli scivola al 98° posto: turismo ok, lavoro e ambiente al minimo storico

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Napoli arretra nella classifica 2025 della qualità della vita elaborata da ItaliaOggi e Ital Communications con la collaborazione dell’Università Sapienza di Roma. La provincia si ferma al 98° posto su 107, tre posizioni in meno rispetto al 95° dello scorso anno. Il quadro delle nove dimensioni analizzate mostra un andamento a macchia di leopardo: restano critiche affari e lavoro (107°), ambiente (104°), istruzione e formazione (99°) e reddito e ricchezza (99°). Migliora lievemente il turismo, che sale all’8° posto, mentre popolazione (55°) e sistema salute (38°) confermano una performance di fascia medio-bassa ma non disastrosa. Sul fronte della sicurezza, Napoli avanza nei reati (91°, rispetto al 95° del 2024) ma peggiora nella sicurezza sociale (73°, rispetto al 67° dell’anno precedente).

Milano conquista nuovamente il primo posto, forte della dotazione di servizi, del reddito, dell’efficienza infrastrutturale e della vitalità del tessuto produttivo. La seguono Bolzano e Bologna. Per Milano e Bolzano è una conferma, mentre Bologna guadagna un gradino. Arretrano Monza e della Brianza, mentre Rimini e Ascoli Piceno volano rispettivamente al 12° e al 15° posto, con un balzo di oltre venti posizioni rispetto al 2024. In coda rimangono Caltanissetta (107ª), Crotone (106ª) e Reggio Calabria (105ª), con Foggia che scende dal 93° al 104°. Male anche Pordenone, che scivola dal 9° al 23°, e Gorizia, dalla 26ª alla 52ª.

Lo studio 2025

L’indagine si articola in nove dimensioni: affari e lavoro; ambiente; istruzione e formazione; popolazione; reati e sicurezza; reddito e ricchezza; sicurezza sociale; sistema salute; turismo, intrattenimento e cultura. Le 107 province italiane sono suddivise in cinque cluster (Mediterraneo, Francigena, Adriatico, Padania e Metropoli). La qualità della vita è buona o accettabile in 60 province: un dato più basso rispetto agli anni precedenti, segnale di un peggioramento complessivo.

Il divario Nord-Sud

La frattura tra Centro-Nord e Mezzogiorno resta evidente. Nel Sud e nelle Isole persistono ampie aree di disagio sociale e personale. Nel Nord-Ovest si osserva un leggero arretramento, mentre il Nord-Est mostra un andamento inverso. Nell’Italia centrale il miglioramento è moderato. Nel Mezzogiorno, tra le province con qualità della vita accettabile, figura solo L’Aquila.

Le dimensioni nel dettaglio

Affari e lavoro. Bolzano è prima per il quarto anno consecutivo, seguita da Firenze, Prato, Padova e Trento. In fondo Agrigento, Siracusa e Napoli.

Ambiente. Bolzano guida ancora la classifica, seguita da Bologna, Bergamo e Reggio Emilia. Palermo e Catania chiudono la graduatoria.

Reati e sicurezza. Ascoli Piceno balza in testa. Seguono Oristano, Potenza, Matera e Treviso. Roma, Trieste, Firenze e Milano chiudono la classifica.

Sicurezza sociale. Ascoli Piceno è prima, poi Lodi, Prato, Siena e Ragusa. Ultimo il Sud Sardegna.

Istruzione e formazione. Bologna conferma il primato, seguita da Milano, Udine, Trieste e Ascoli Piceno. Crotone è ultima.

Popolazione. Bolzano resta in vetta per l’undicesimo anno, seguita da Trento, Brescia, Monza e della Brianza e Milano. Chiudono Sud Sardegna e Oristano.

Sistema salute. Nuova sottodimensione per l’attività ospedaliera. Ancona è prima, poi Catanzaro, Siena, Pisa e Verona. Ultimo il Sud Sardegna.

Turismo, intrattenimento e cultura. Bolzano apre la classifica, poi Trieste, Rimini, Roma e Livorno. Il gruppo di testa si amplia a 17 province. Enna è ultima.

Reddito e ricchezza. Milano è prima per il sesto anno consecutivo. Seguono Bolzano, Firenze, Monza e della Brianza e Bologna. Crotone chiude come da sette anni a questa parte.

Le dichiarazioni

Marino Longoni, condirettore di ItaliaOggi, sottolinea come la classifica “confermi la resilienza delle grandi città del Centro-Nord, mentre il divario con il Sud si amplia”. Milano, dice, mantiene la leadership “malgrado i risultati molto negativi nella sicurezza”.

Per Attilio Lombardi, founder di Ital Communications, lo studio “offre uno sguardo dettagliato per comprendere criticità e opportunità” e ricorda che una comunicazione efficace “favorisce la partecipazione dei cittadini alle decisioni collettive”.

Secondo Alessandro Polli, docente di statistica economica alla Sapienza, l’indagine conferma tre tendenze: “frattura crescente tra Centro-Nord e Mezzogiorno; ampie aree di disagio nel Sud; consolidamento del primato delle province più forti”.