Qualità dell’istruzione in Italia: prima Trieste, in coda le città del Sud

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Trieste si classifica in prima posizione nella dimensione dell’istruzione e formazione, che dalla edizione 2019 dell’indagine sostituisce la vecchia dimensione dei servizi finanziari e scolastici. A seguire altre tre province del nord est, Bologna, Trento e Milano, che confermano gli eccellenti piazzamenti già conseguiti nelle due passate edizioni. E’ quanto emerge dal Rapporto sulla Qualità della Vita in Italia 2021 di ItaliaOggi e Università La Sapienza di Roma, in collaborazione con Cattolica Assicurazioni. L’indagine è giunta alla 23esima edizione. La classificazione delle unità territoriali provinciali evidenzia una valutazione sostanzialmente positiva con riferimento al nord est, in cui 21 su 22 province sono ricomprese nei primi due gruppi e soltanto una figura nel gruppo 3; una valutazione intermedia per le 25 province del nord ovest, che si ripartiscono fra i primi due gruppi e, in maniera residuale nel gruppo 3, e per quelle del centro, le cui 22 province si concentrano prevalentemente nel gruppo 2, mentre una situazione generalmente sfavorevole sembrerebbe caratterizzare le 38 province del sud, che si collocano prevalentemente nel gruppo di coda.
Nel raggruppamento di testa, che comprende 27 province, contro le 30 della passata edizione, figurano 8 province del nord-ovest, 2 in meno rispetto allo scorso anno (Torino in Piemonte; Aosta; Milano, Lecco, Como e Monza e della Brianza in Lombardia; Genova e Savona in Liguria). Il nord est è rappresentato da 14 province, 2 in più rispetto al 2020 (Trento in Trentino-Alto Adige; Padova, Verona e Vicenza in Veneto; le 4 province del Friuli-Venezia Giulia; 6 delle 9 province dell’Emilia Romagna, nell’ordine Bologna, Parma, Modena, Ravenna, Ferrara e Forlì-Cesena).
Anche la Toscana conferma la sua presenza nelle posizioni di testa, dove figura con 5 province, dato immutato rispetto allo scorso anno, nell’ordine Prato, Pisa, Firenze, Grosseto e Massa-Carrara. Sempre per il centro-Italia, si piazzano nel gruppo di testa 4 delle 5 province marchigiane (erano 2 nella passata edizione), ad eccezione di Ancona. L’Italia centrale attenua la sua presenza nel gruppo 2, dove figura con 7 delle sue 22 province, tre in meno rispetto alla passata edizione. Nel gruppo 2 si piazzano 18 province del nord-ovest (le province piemontesi non classificate nelle posizioni di testa, le analoghe province lombarde ad eccezione di Lodi, quelle liguri), 4 province del nord-est, contro le 3 dello scorso anno (Belluno e Vicenza in Veneto, Gorizia in Friuli-Venezia Giulia e Rimini in Emilia-Romagna), le citate 7 province del centro (le restanti province toscane, la due province umbre, Ancona nelle Marche).
Inoltre, sono presenti nel gruppo 2 tre province dell’Italia meridionale e insulare, come nelle passate due edizioni (Teramo in Abruzzo, Campobasso in Molise, Nuoro in Sardegna). Le 42 posizioni censite nei gruppi 3 e 4 comprendono come nelle passate edizioni quasi esclusivamente pro-vince dell’Italia meridionale e insulare, con l’eccezione di Lodi, che scivola nel gruppo 4. Con particolare riferimento al gruppo di coda, composto come lo scorso anno da 21 province, vi figurano nella quasi totalità province appartenenti all’Italia meridionale e insulare. Per l’Italia centrale, sono presenti nel gruppo di coda le 3 province laziali di Roma, Latina e Frosinone. Inoltre, si collocano in fondo alla classifica 4 delle 5 province campane (nell’ordine Benevento, Salerno, Napoli e Caserta); 3 delle 6 province pugliesi (Lecce, Barletta-Andria-Trani e Foggia); le 5 province calabresi; 5 delle 9 province siciliane (nell’ordine Messina, Catania, Palermo, Siracusa e Agrigento). A chiudere la classifica, come nelle due passate edizioni, Crotone.