Quando il diritto va storto o, quantomeno, di traverso

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Da quanto si apprende da diverse fonti, di cui buona parte attendibili senza riserve, è possibile azzardare che di giustizia malata in giro per il mondo ce n’e diversa e di diverso genere. Una premessa: poiché è senza dubbio alcuno sostenibile che l’oggetto della contesa non è quella raccolta di regole formulate quasi sempre per difendere il quieto vivere di una determinata realtá sociale, ma coloro i quali, in pratica ne debbono curare l’uso corretto, evitando di abusarne. È bene rimarcare che è altrettanto noto che, l’esercizio della corretta applicazione di ognuna delle norme di legge parta dalla corretta analisi del contenuto della stessa. In tal modo è possibile regolare l'”id quod plerumque accidit”, come dicevano i Romani. L’ espressione è riferibile a situazioni che, al giorno d’oggi, possono essere definite come il corretto modo di vivere di una realtà socioeconomica, contenuta all’interno di una determinata cornice geopolitica. È evidente che in queste righe fa da trama chi gestisce quella materia nel Paese, non dimenticando di lanciare un’ occhiata fuori dei suoi confini e ciò rappresenta l’ ordito. Si può dire con il proposito di non biasimare la materia, che un solco profondo divide idealmente sempre più lo Stivale. È quello tra potere legislativo e potere giudiziario. Più semplicemente tra Parlamento e Magistratura.
Quest’ultima è divisa, al suo interno, da numerose fratture. Sono le stesse della cui esistenza sarebbe opportuno che tutti cittadini potessero venire a conoscenza. Ciò potrebbe avvenire per il tramite dei portavoce del Parlamento e delle sue casse di risonanza più che collaudate. Quelle correnti non hanno alcun vincolo di soggezione a chicchessia e rappresentano almeno la metà degli strappi provocati a esse stesse. Non che oltreconfine le cose vadano proprio bene. Solo per accennare un episodio, ultimo in ordine di tempo ma non di importanza, è la riserva espressa dai giudici americani in merito alla questione dei dazi. Più precisamente, al dubbio rinvenimento delle fonti che attribuirebbero al Presidente la possibilita di emanare pro vvedimenti in materia tributaria. Si vedrà a stretto giro la conclusione e quali conseguenze ne seguiranno. Affare di antica origine, quello di chi deve emettere un provvedimento che può stravolgere situazioni che durano da tempo. Ne è valida testimonianza uno dei versi della Divina Commedia, nella parte dove Dante e Virgilio attraversano con la fantasia il Paradiso.A un tratto scorgono, guardando verso l’alto, ben evidenziata una scritta formata da angeli in volo. Essa è l’espressione attribuita da Salomone a chi governa tutto. Essa suona:” Diligite justitiam, qui judicatis terram”, preferite la giustizia voi che avete tra le mani le sorti del mondo. Non sarà facile, ma sarebbe un primo passo di quanti oggi delirano a ruota libera. Se fosse possibile, sarebbe interessante conoscere cosa controbatterebbero i diretti interessati, anche se solo per tabulas. Con buona probabilità, sarebbe anche divertente.