Quando la consulenza energetica per le aziende le rende green

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L’efficienza energetica è da parecchi anni al centro di numerose discussioni, strategie e tecnologie atte a limitare l’impronta di carbonio al fine di far respirare il pianeta. Non solo, in questo senso, anche le spese relative alle utenze si abbassano drasticamente. Per un’azienda, orientarsi in quest’ottica sta diventando sempre più importante.

Esigenze verdi

Grazie alla consulenza personalizzata di realtà professionali come Eccum Energie, le aziende possono trovare un ottimo equilibrio tra i fabbisogni energetici interni e le spese sostenibili, nel pieno rispetto dell’ecologia. Inoltre, ci sono una serie di adempimenti che le ditte cosiddette energivore devono seguire per risultare in regola con organismi quali l’Arera, l’Enea e il GSE, sfruttando comunque incentivi dedicati all’inserimento delle energie alternative.

L’immagine di una multinazionale o di un’azienda più piccola che dimostrino attenzione per questi temi, poi, è già maggiormente attendibile e attraente per i clienti, che le preferiscono di frequente. L’esigenza di una buona consulenza energetica si può quindi riassumere in tre punti principali:

  • Rispetto delle normative.
  • Riduzione dei costi.
  • Maggiore attrattiva per i clienti attenti a tali tematiche.

Ovviamente, la fase di audit è quella fondamentale, un punto di partenza imprescindibile dal quale occorre cominciare per visualizzare i bisogni e le prospettive di trasformazione interni. Come primo passo, è utile verificare l’entità dei consumi di energia elettrica e gas, così da puntualizzare subito quale sia il fabbisogno mensile o annuo.

Non si tratta solo di inserire pannelli solari o implementare l’energia idroelettrica, giusto per fare un paio di esempi, ma anche di introdurre macchinari ad alta efficienza energetica.

Le fonti rinnovabili

Il buon compromesso tra la scelta delle fonti rinnovabili e le esigenze aziendali si può trovare proprio in virtù di consulenze personalizzate che possano indicare i piani d’incentivazione più idonei alla tipologia di realtà.

Una delle modalità di efficientamento deriva dalla cogenerazione, la quale sfrutta tutto il calore prodotto da un motore elettrico per mutarlo nuovamente in energia. Un recupero, questo, che ottimizza i consumi e disperde molto meno CO2 nell’atmosfera al contempo.

A livello tecnico, è più semplice prevedere i costi (stabilendo perciò budget più attendibili) e si limitano fortemente le possibilità di guasto, aumentando così l’efficienza di qualunque dispositivo. Vi è anche un’altra sfida, tutta in evoluzione, che è quella della trigenerazione, cui si aggiungono tecnologie atte a sfruttare l’idrogeno, quando tutto sarà messo a punto.

L’energia fotovoltaica è di certo una delle più diffuse e viene implementata in maniera costante grazie al monitoraggio continuo degli impianti, a soluzioni smart per verificare in tempo reale prestazioni e consumi e promossa quale fonte alternativa per molte aziende, offrendo un risparmio notevole in bolletta.

L’energia eolica può essere un’ottima alternativa o una fonte da usare in sinergia con quella solare, purché si possano individuare le zone dove la forza del vento sia sufficiente a realizzare gli impianti. E, in questo senso, non vi sono molti limiti, perché le aree ventose si trovano un po’ ovunque e non è necessario provvedere a costruzioni complesse.

Le prestazioni della trasformazione di vento in energia elettrica sono state stimate in circa il 50%, una conversione che è assolutamente vantaggiosa. Infine, l’impianto eolico ha bisogno di poca manutenzione, occupa spazio limitato sul suolo e ha componenti riciclabili in grado di renderlo ancora più green.

E l’idroelettrico?

Gli impianti idroelettrici sono di differenti tipologie:

  • A bacino (ovvero che sfruttano specchi d’acqua naturali).
  • Ad accumulo (con due serbatoi, uno superiore e uno inferiore).
  • Ad acqua fluente (che sfruttano le proprietà meccaniche di un fiume che scorre).

Sono tutte alternative molto valide, che naturalmente dipendono dal territorio e dalle possibilità singole. La prima, di sicuro, è quella con maggiore potenziale energetico, mentre l’ultima è perfetta per le piccole imprese dal fabbisogno più limitato.

Macchinari e dispositivi più green

Un dispositivo di ultima generazione può avere degli optional fondamentali per un funzionamento ottimale. Si immagini, per esempio, un macchinario industriale in gran parte alimentato con fonti rinnovabili che abbia in aggiunta una costante manutenzione, sistemi di bloccaggio automatico e sensori intelligenti per rilevare e comunicare problematiche al server. Il tutto, coadiuvato da illuminazione a luce LED.

Si tratta di condizioni ideali e non così irraggiungibili nelle aziende che ricevono buone consulenze di tipo energetico. Persino i processi di digitalizzazione, di cui si sente spesso parlare, sono un modo per eliminare grandi archivi cartacei, risparmiare carta e spazio, nonché elettricità per stampe che non sono utili. Grazie alla firma digitale e alla validità dei documenti anche in cloud, tutto diventa virtuale eppure… estremamente reale!

La cultura ambientale, quindi, non è fatta solo di macchinari efficienti, ma di un vero e proprio approccio innovativo alle politiche aziendali che coinvolge ogni settore in maniera trasversale, includendo persino un sistema di climatizzazione e coibentazione adeguati partendo dalla qualità degli infissi.