Quando la memoria diventa mestiere: il Caruso raccontato da chi lo vive

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in foto Donatella Gennaro
La memoria come custodia di conoscenza e di emozioni: a conclusione della stagione turistica 2025, Antonio Leopardo, storico manutentore del Caruso, a Belmond Hotel Amalfi Coast, e Donatella Gennaro, F&B Operations Manager della stessa struttura, si raccontano.
di Emilia Filocamo
La memoria  è l’elemento comune in questa mia nuova intervista doppia dedicata al mondo dell’accoglienza di lusso visto dalla pancia, dall’interno, dagli occhi dei diretti protagonisti. La memoria è rispetto del passato, della tradizione,  ma è anche intesa ovviamente come ricordo, come emozione che, valicando il tempo, i limiti, il deperimento dovuto al passaggio dei giorni e degli anni, resta intatta. La memoria ha diverse declinazioni: si è testimoni di qualcosa e dunque memori di quella cosa,  oppure si è partecipi di un evento, di un’occasione speciale in cui essere perfetti e garantire attenzione totale, si traduce inevitabilmente in memoria indelebile. E questo elemento, appunto la memoria, accomuna Antonio Leopardo. storico capo manutentore del Caruso, a Belmond Hotel Amalfi Coast, profondo conoscitore di ogni angolo della struttura, di ogni rumore impercettibile per cui c’è origine, spiegazione, soluzione, causa ed effetto, di ogni trave, angolo, colonna o gradino, e di Donatella Gennaro, F&B Operations Manager, l’anima attenta e vigile dietro ogni evento, celebrazione, festeggiamento, brindisi, compleanno, aperitivo o cena che siano. Così due generazioni si confrontano: quella che con Antonio Leopardo detiene la storia e le origini della struttura, e quella dei giovani appassionati che fanno dell’ospitalità di lusso una realtà con un’anima, un cuore, una vivacità pulsante, una dedizione che non tiene conto di orari, stanchezza, difficoltà, imprevisti, problemi e risolve, accontenta, sorprende, commuove perché ad un ricordo, appunto alla memoria, bisogna dedicarsi con consapevolezza e passione.
 
Antonio Leopardo
Head of Maintenance
Antonio, tutti sanno che sei la memoria del Caruso. Il tuo ricordo più bello?
Sicuramente il mio ricordo più bello è aver lavorato sempre con grande affiatamento e armonia. Spesso ci sono momenti di tensione ma  essere un gruppo affiatato permette di risolvere senza problemi. Posso dire che nel corso della mia lunga esperienza lavorativa al Caruso ho incontrato centinaia di colleghi: lavoravo quando l’hotel era ancora parte del gruppo Orient Express, e alle origini, con la ditta che ha praticamente  “ creato”, messo in piedi,  il Caruso fino al 2005, anno dell’apertura ufficiale.
Non tutto si può aggiustare e non a tutto c’è rimedio. Quando davvero non c’è soluzione  come si mantiene la calma?
In questo mestiere bisogna sempre essere pronti a rimediare, se davvero non c’è modo di arrivare ad una soluzione definitiva. Bisogna quindi giocare d’anticipo, di intuito. Non posso permettermi di restare inerte, e se qualcosa non si può risolvere, devo obbligatoriamente trovare il modo per rimediare.
Tra un po’ terminerà la tua lunga carriera al Caruso. Se potessi dare un  consiglio a chi prenderà il tuo posto quale sarebbe?
Gli consiglierei di affiancarmi durante una mia giornata lavorativa, di osservare attentamente tutto quello che faccio, le azioni, le manovre. Io percorro la struttura più volte al giorno, osservo tanto, sto attento a tutto, noto i problemi, individuo dove sono localizzati, non mi muovo mai senza uno scopo, o  a vuoto. Spesso i problemi non derivano soltanto dagli impianti ma anche dalle persone che possono, spesso involontariamente, diventare causa del problema. Ecco perché penso che il rispetto per la struttura e per i dipendenti venga al primo posto.
in foto Antonio Leopardo
Donatella Gennaro
F&B Operations Manager

Donatella, un evento è realmente finito quando l’ultimo ospite è andato via e rientrato in camera o  quando tutti hanno sorriso almeno una volta?
Quella è la fine dell’evento per gli ospiti, e sì, se c’è stato almeno un sorriso genuino sul volto di ogni partecipante, allora abbiamo fatto un buon lavoro. Tuttavia, da quel momento in poi, comincia un’altra parte dell’evento che in pochi prendono in considerazione e conoscono, ma che è altrettanto importante: tutto deve ritornare com’era perché il giorno seguente ricomincia il ciclo naturale delle cose.  Fare eventi in hotel significa cercare sempre di mantenere un perfetto equilibrio tra la vita dell’hotel e la vita degli eventi e quando a fine serata questo equilibrio è intatto, allora un evento è finito.
La stagione che si è ormai  conclusa è stata superiore o in linea con le aspettative?Questa stagione, devo dire, è stata molto positiva e ha superato le aspettative iniziali in diverse aree. Le sfide non sono mancate, come sempre, ma la nostra capacità di adattamento e la creatività del team ci hanno permesso di trasformarle in opportunità.
La volta in cui hai detto no ad un ospite in modo categorico e senza rimpianti?
Ci sono situazioni in cui un “no” categorico è non solo necessario, ma doveroso per la riuscita dell’evento e per la responsabilità che noi abbiamo nel portare a termine  il tutto . Siamo sempre chiari ed onesti con i nostri clienti su cosa sia possibile e cosa no lo è, infatti sono convinta che l’onestà nello spiegare ogni aspetto, anche quelli che sono dei limiti che una struttura può avere nell’organizzazione di un evento ripaghi sempre, soprattutto quando ci si trova a dover dire dei no.
Una trave che è nello stesso posto da secoli, un varco, una sequenza di tubi o di collegamenti: il mondo di Antonio Leopardo è fatto di dettagli ma anche di esperienza, di un’attenzione che non deve mai venire meno e che, preziosa, permette di rimediare o di risolvere. La cura nel realizzare i desideri, la capacità di  accontentare ma anche di adattare i sogni alla realtà, la calma necessaria a mantenere gli equilibri in momenti che diventano concitati per attesa, speranza, inevitabili nervosismi, imprevisti. Quello di Donatella Gennaro è un mondo di perfezione che non è mai casuale ma frutto di una dedizione e di una fatica immense, in cui niente può essere mai dato per scontato. Sembrano due universi distanti: quello di Antonio Leopardo in sordina ,quasi nascosto, quello di Donatella Gennaro, così visibile, roboante, plateale. Eppure il nodo che li lega è necessario e prezioso, la loro interazione costante: un dialogo che percorre l’hotel dal passato fino al futuro, rendendo il presente magico.