Quanto vale il mercato dei videogiochi?

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Il mondo dei videogiochi rappresenta, da sempre, un mercato molto florido che si basa sulla passione di milioni e milioni di utenti. Nel 2019 il valore del mercato dei videogiochi si è assestato sui 130 miliardi di dollari (116,3 miliardi di euro), ma le previsioni indicano una crescita ancor più netta per i prossimi anni.

Stesso discorso per il gaming, un florido mercato per le aziende che a più livelli scelgono di esplorarlo: secondo il report di Newzoo, ci sono ora oltre 2,5 miliardi di videogiocatori in tutto il mondo, che entro fine anno spenderanno complessivamente 152,1 miliardi di dollari nello specifico segmento.

Un mercato in crescita, tenuto conto che la cifra risulta superiore del 9,6% rispetto a quella spesa nel corso del 2018. Gaming è un concetto molto ampio, visto che per giocare è possibile ricorrere a molteplici piattaforme, dalle console sino ai dispositivi mobile, passando per i PC. E’ quindi opportuno fare dei distinguo.

Secondo uno studio il gaming da mobile continuerà a rappresentare il sotto-segmento più rilevante con 68,5 miliardi di dollari di ricavi generati nel corso dell’anno – di cui il 54,9% sono riconducibili ai giochi per smartphone.

E’ un ammontare che rappresenta il 45% dei ricavi totali del settore e che si traduce in una crescita del 10,2% su base annua.

La situazione in Italia

La situazione in Italia è molto positiva, grazie anche alla spinta dei giochi da casino sempre più amati e giocati. Secondo l’ultimo report di AESVI, l’associazione italiana che riunisce produttori e sviluppatori di videogiochi tricolore, il giro d’affari del settore, comprensivo di hardware e software fisico e digitale, nel 2019 è stato pari a 1 miliardo e 700 milioni di euro, con una crescita del 18,9% rispetto al 2018.

Il 66% degli studi di sviluppo di videogiochi operanti in Italia dichiara un fatturato annuo fino ai 100.000 euro. Il 23% ha un fatturato compreso tra i 100.000 e i 500.000 euro annui, mentre il restante 11% registra un fatturato superiore ai 500.000 euro. A conferma che il settore del gaming italiano è costituito in larga parte da imprese di micro dimensioni, dalla rilevazione è emerso che soltanto 5 aziende hanno registrato un fatturato superiore ai 2 milioni di euro.

L’età media dei game developer italiani nel 2019 è risultata essere di 36 anni. Le fasce di età all’interno delle quali si registra la maggiore concentrazione sono quella degli over 40 (31%) e quella compresa tra i 30 e i 35 anni (29%), mentre la classe meno popolata è risultata essere quella compresa tra i 18 e i 24 anni (8%), con il 54% degli studi fondati negli ultimi 36 mesi, mentre 1 impresa su 5 costituita da oltre 8 anni.

Un settore che dà lavoro in Italia in modo trasversale. Il 57% delle imprese che producono videogiochi ha sede in Nord Italia, il 24% opera nelle regioni dell’Italia centrale e il 18% ha la propria sede nel Sud Italia e nelle isole. A livello regionale, la Lombardia, con 41 aziende, si conferma la regione con il maggior numero di studi seguita da Lazio con 18 ed Emilia Romagna con 13. A livello provinciale, Milano, con il 23% di imprese del settore, e Roma (14%) si confermano le città con il maggior numero di studi di sviluppo, seguite da Napoli (6%), Torino (5%), Bologna (4%) e Firenze (4%).

Il futuro dei giochi

Quale futuro ci aspetta? Il mondo dei giochi, come detto, è in continua evoluzione. Molto probabilmente si punterà tanto sulla realtà virtuale. Per una larga fetta di videogiocatori, la Realtà Virtuale rappresenta ancora un mondo sconosciuto. I vincoli più significativi che rallentano l’avvicinamento degli utenti alla VR sono, sostanzialmente, due: da un lato c’è l’elevato costo di accesso, dall’altro la possibile insorgenza di fenomeni di motion sickness, come nausea e giramenti di testa. Per questo motivo, nel tentativo di andare incontro alle esigenze dei giocatori più affascinati e sensibili, abbiamo ben pensato di selezionare cinque giochi imperdibili che rappresentano un ottimo punto d’ingresso nel mondo della realtà virtuale.

Quanto ai visori per la realtà virtuale, come i vari Valve Index, Htc Vive, Oculus Rift e Quest, non sono una novità, ma il 2020 potrebbe essere il loro anno perché, come sempre, l’hardware è solo metà dell’equazione, ed è pressoché inutile senza l’altra parte, il software. Che in questo caso si chiama “Half-Life: Alyx”, è l’attesissimo nuovo capitolo di una serie di grande successo e ha tutte le carte in regola per convincere anche i più scettici a provare l’esperienza della virtual reality.