Nei talk show noiosi e sempre con gli stessi personaggi, si invitano giornalisti russi con una crudele speranza 

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(foto da Imagoeconomica)

Che diano ragione al conduttore, che vive in un paese libero e che guadagna, senza molto merito, un sacco di soldi. Mentre quei poveretti, per pochi rubli, debbono sostenere che la guerra è giusta. Anche gli ospiti sperano che cadano in errore e ammettano che l’aggressione all’Ucraina è un crudele sopruso. Nessuno si rende conto che, se questo dovesse accadere sarebbe la condanna per quei colleghi, costretti da Putin a difendere la sua dittatura. Molto più umani, invece, i telespettatori sperano che non sbaglino per poter tornare sani e salvi dalle loro famiglie.

C’è chi simpatizza con Putin e lo giustifica sostenendo che per aggredire un altro paese una ragione deve avercela
Come pure rapinatori e assassini, mafiosi e camorristi, qualsiasi criminale ha un motivo per delinquere. Rubare ai  più deboli, uccidere chi non versa il pizzo, fare agguati agli innocenti. È una riflessione che nessun commentatore ha fatto finora. Anche quella in Ucraina è una crudele guerra di rapina. Lo scrive il mio amico Niky Chichi per aprire gli occhi a chi ha in antipatia l’America. Ragioni politiche – come suggeriscono saggiamente Draghi e Macron a Biden – non consentono di sbattere in faccia al responsabile il crudele comportamento, ma i suoi sostenitori ci riflettano.

McDonald’s lascia la Russia. Arrivò 30 anni fa quando cadde l’URSS. Se ne va con l’avvento di un’altra dittatura
Tutti in fila ogni giorno per l’hamburger americano. Non è solo un pasto diverso e più gustoso, ha anche il sapore della libertà. 850 locali sempre affollati, sparsi in tutta la Russia, 20 dei quali a Mosca. Un colossale business, come ovunque, che rende miliardi di rubli l’anno. Ma gli imprenditori sanno rinunciarci per difendere i loro principi. Da oggi tutti chiusi, clienti delusi, migliaia di dipendenti disoccupati e fornitori impoveriti. La democrazia ha anche il costo della rinuncia. Gli USA non esitano a pagarla anche rimettendoci tanti soldi. Eppure  c’è chi non gli è grato.

Se Berlusconi convertisse Putin alla pace dimenticheremmo il bunga bunga, la nipote di Mubarak e tutto il resto
Arriva sempre la possibilità di riscattarsi laddove c’è libertà e democrazia. Basta un gesto che salvi l’umanità dalla vergogna. Riesumare un comunismo, che nella nostra società non esiste più, è una gag solo per chi gli scodinzola ancora attorno. Riportare la pace in Ucraina e in Europa sarebbe, invece, un eroismo da grande leader. Non c’è neppure bisogno di criticare la NATO, di cui fu sostenitore in altri tempi. E poi, non andava da bambino col padre in visita ai cimiteri militari americani? Anche questa bugia gli perdoneremmo assieme al ridicolo in cui ci fece cadere.

Francesco Abrignani non c’è più, chi lo conobbe ne soffre. Per l’età non eravamo amici ma ero un suo ammiratore
Ero amico di Mimmo, mio coetaneo. Quando ero ragazzo Francesco era un mio idolo, per intelligenza, portamento, eleganza, classe e anche per quei capelli ramati da attore americano. Continuai a stimarlo anche quando non potei più incontrarlo perché mi ero trasferito a Roma. Lui, invece, era rimasto dov’era nato per aiutare la sua città a crescere. Lui non ne aveva bisogno. Poi l’età, gli acciacchi, le disgrazie, la solitudine lo fecero morire per la memoria collettiva anzi tempo. Veniva ricordato per il successo del figlio nel quale è degnamente sopravvissuto fino a ieri.

Non è giusto l’electron day che assembla due convocazioni completamente diverse. Una è politica, l’altra sociale
Non si è mai fatto quando si sarebbe dovuto. Si fa adesso per indurre gli elettori a pronunciarsi sui vari referendum abrogativi. È, infatti, un’espressione di volontà anche non recarsi alle urne. Proprio perché si tratta di quesiti tecnici cui gli italiani – per di più con l’analfabetismo di ritorno – non possono dare una risposta. Mentre nelle città in cui si vota per le amministrative diventa un obbligo. Male ha fatto la Consulta ad ammetterli, pur sapendo che il compito spetta al parlamento. Quello sul nucleare, nel 1987, condizionato dall’incidente di Chernobyl, ci penalizzò molto.

Gentile Presidente, nessuno è più super partes di lei. Imparziale nei confronti dei partiti, ma non degli italiani
Neppure lei si preoccupa del loro grave disagio sociale né di come proteggerli da chi approfitta della loro credulità. Purtroppo mediocrità e stupidità non si sono impossessate solo delle persone semplici, ma estese tutte le categorie sociali e persino alla politica, quindi a chi gestisce le nostre vite. Ecco perché, si avvicina la guerra e c’è il razzismo, che si insinua nelle coscienze. Ma è grave soprattutto che il 60% degli elettori non si rechi più alle urne e, così, chi governa rappresenta poco più del 20% degli italiani. Come mai un uomo saggio come lei non vede la soluzione?