Quasi un anno di Gattuso: il bilancio è positivo

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L’11 dicembre 2020 saranno esattamente 365 giorni che Gattuso è alla guida dei partenopei dopo aver preso il posto del suo vecchio maestro Carlo Ancelotti con cui aveva vinto tutto indossando la maglia del Milan, come si può approfondire qui: https://www.transfermarkt.it/carlo-ancelotti/profil/trainer/523. Il bilancio di questo quasi anno dell’allenatore calabrese è positivo sia per sé stesso che per il Napoli.

I numeri sono da 7 in pagella: il lavoro mentale da 10

Sono in totale 30 le gare stagionali in cui Gattuso ha guidato il Napoli quest’anno e il bilancio vede 19 vittorie, di cui 16 in campionato, cinque pareggi e nove sconfitte. Forse il dato che sorprende è il numero di sconfitte, pensando all’immagine di Gattuso calciatore: tutto difesa, grinta e organizzazione. Invece, l’uomo di Corigliano Calabro ha un’altra idea di gioco come allenatore ed è forse per questo che con la sua maglia numero “8” si sacrificava così tanto, per permettere a quelli con i “piedi buoni” di fare calcio, uno fra tutti Andrea Pirlo. Il Napoli di Gattuso è una squadra a cui piace portare palla, a cui piace cercare soluzioni offensive con continuità e a cui il mister ha finalmente ridato serenità. Anche giocatori simbolo stavano avendo difficoltà, distratti dalle voci di mercato e poco coesi con il resto del gruppo. Gattuso ha invece ritrovato Insigne, divenuto anche protagonista definitivamente con la Nazionale di Mancini, sempre più quotata fra le prime sette possibili vincitrici dell’Euro 2020 come possiamo evincere dai siti di scommesse online: https://extra.bet365.it/news/it/Calcio/Nazionale/italia-e-olanda-si-sfidano-ad-amsterdam.

Come dicevamo, non sono soltanto i 38 punti conquistati nel girone di ritorno, 14 in più rispetto al girone di andata, oppure la vittoria della Coppa Italia a rappresentare la stagione di Gattuso alla guida del Napoli, bensì il lavoro che è riuscito a fare giorno dopo giorno sul carattere, la determinazione e l’entusiasmo dei suoi calciatori. I partenopei con Ancelotti sembravano aver completamente perso quella maniera brillante di giocare con tocchi di prima e verticalizzazioni che avevano caratterizzato il gioco di Sarri, Mertens sembrava l’ombra del fenomeno che è riuscito a ricevere le congratulazioni da Maradona personalmente dopo aver superato il record dell’argentino, quando a giugno era arrivato a 122 goal con la maglia del Napoli. Ma il girone di ritorno, appunto, è stata tutta un’altra storia, come si può analizzare qui: https://www.calcio.com/calendario/ita-serie-a-2019-2020/hinrunde/. Non è un caso infatti che il belga abbia rinnovato, che Insigne abbia ricominciato a correre e bene e che Allan abbia ricominciato a “mordere” soltanto in campo e non anche negli spogliatoi. C’è un’ulteriore annotazione da fare sulla stagione di Gattuso, e cioè che il Napoli più della metà di partite che contavano le ha giocate senza pubblico, ma non un pubblico qualsiasi: tutto il mondo conosce il calore che i tifosi partenopei possono trasmettere alla squadra e quanto possano incidere sul risultato.

Quando si vuole aprire un ciclo vincente è bene farlo con uomini abituati a vincere e che sanno farlo e la scelta di De Laurentiis di Ancelotti prima, e di Gattuso poi è assolutamente in questa direzione. Forse al tecnico calabrese manca un pizzico di esperienza internazionale come allenatore, ma come calciatore ne ha fatta e anche tanta.