Quel buco nero di Atlanta

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La prima cosa della vicenda del Banco di Napoli.,la più sconcertante, fu l’acquisto per una manciata di fave, è il caso di dirlo,dello storico Banco di Napoli da parte della Banca Nazionale del Lavoro, all’epoca alle prese con lo scandalo della filiale del BNL di Atlanta,governata da Claudio Ciampi,figlio dell’ex presidente della Repubblica,l’unico della filiale di New York della BNL che non fu licenziato. Una vicenda oscura su cui mai si è realmento voluto far luce: un buco gigantesco e il forte odore di traffici d’armi, per quella BNL allora guidata da Nerio Nesi. BNL riuscì ad evitare il crac proprio grazie alla super operazione Banco di Napoli: un vero acquisto a prezzi di saldo, 60 miliardi circa di vecchie lire, neanche il costo di Maradona.
Ma eccoci al secondo tempo, quando BNL, dopo appena un anno, rivende il ‘pacco’ Banco Napoli, ben infiocchettato, al gruppo Imi-San Paolo. Ma con due zeri in più, quasi 6 mila miliardi di lire. Un miracolo degno del San Gennaro più in forma, per chi crede ai santi e ai miracoli.Un vero genio della finanza può organizzare tutto questo, manco il mercato della droga riesce a realizzare questi lucrosi profitti.Il sospetto che l’operazione serviva a coprire il buco nero della filiale BNL di Atlanta è più che fondato, la plus-valenza è proprio il valore finanziario del buco da coprire, una ragion di stato insomma, la BNL era totalemete pubblica. Di fronte a tutto questo disastro evidente per il Meridione,la opinione pubblica, la classe politica napoletana,i sindacati tacquero, tutti supini, statici e passivi.Solo l’ex senatore Augusto Graziani, insigne economista, protestò vivacemente e ritirò il suo conto corrente al Banco di Napoli.
E’ evidente che ci troviamo di fronte ad una strana città, altrove sono scesi in piazza correntisti, per il Monte Paschi, per Etruria, per la Carige, per le banche venete, qui assolutamente nulla. Conosco fior di operatori economici che hanno visto azzerare tutte le loro quote capitale del Banco di Napoli e non hanno fatto nulla, mi dicono oggi che non sapevano come fare, ma se anche di fronte ad un piccolo credito ci si muove tempestivamente, perché su casi così eclatanti non si è fatto nulla? La risposta è che esiste al Sud un grande deficit di democrazia, la gente è rassegnata atavicamente a subire tutte le angherie, quando capiscono che si tratta del governo ad agire contro di loro, scatta un meccanismo gregario e subalterno caratteristico delle popolazioni coloniali,si subisce in silenzio e si spera che non infieriscono ancora. Per questo non c’è che un rimedio, bisogna reagire civicamente e democraticamente.

Paolo Pantani