“Quell’infermiera che mi salvò la vita”

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Città del Vaticano, 3 mar. (AdnKronos) – Papa Francesco ha reso omaggio a una suora infermiera che in Argentina quando aveva 20 anni gli salvò la vita con la caparbietà e il coraggio davanti ai medici. Il Pontefice ha reso omaggio alla speciale suora nel corso dell’udienza in Vaticano agli infermieri.

“Con il vostro permesso – ha esordito il Papa a braccio – vorrei rendere omaggio a un’infermiera che mi ha salvato la vita. Era un’infermiera suora: una suora italiana, domenicana, che è stata inviata in Grecia come professoressa, molto colta. Ma sempre come infermiera poi è arrivata in Argentina. E quando io, a vent’anni, ero in punto di morte, è stata lei a dire ai dottori, anche discutendo con loro: ‘No, questo non va, bisogna dare di più’. E grazie a quelle cose, io sono sopravvissuto. La ringrazio tanto! La ringrazio”.

Dopo il tributo, il Papa ha aggiunto: “Vorrei nominarla qui, davanti a voi: suor Cornelia Caraglio. Una brava donna, anche coraggiosa, al punto da discutere con i medici. Umile, ma sicura di quello che faceva. E tante vite, tante vite si salvano grazie a voi! Perché state tutto il giorno lì, e vedete cosa accade al malato. Grazie di tutto questo!”.

STOP TAGLI AL PERSONALE – Nel corso dell’udienza Papa Francesco ha elogiato il lavoro degli infermieri ed ha lanciato un monito alla politica ricordando che un’amministrazione saggia non taglia sul personale che svolge un lavoro così “prezioso” per la società.

“La vostra professione è una vera e propria missione” ha detto il Pontefice evidenziando anche la pesantezza del servizio svolto ogni giorno dal personale infermieristico: “Siate anche attenti a non spendervi fino quasi a consumarvi, come accade se si è coinvolti nel rapporto coi pazienti al punto da farsi assorbire, vivendo in prima persona tutto ciò che accade loro. Quello che svolgete è un lavoro usurante, oltre che esposto a rischi, e un eccessivo coinvolgimento, unito alla durezza delle mansioni e dei turni, potrebbe farvi perdere la freschezza e la serenità che vi sono necessarie. Un altro elemento che rende gravoso e talora insostenibile lo svolgimento della vostra professione è la carenza di personale, che non può giovare a migliorare i servizi offerti, e che un’amministrazione saggia non può intendere in alcun modo come una fonte di risparmio”.