Questa non è una sòla, Giamundo: al Micam di Milano per dire no al falso

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in foto Luigi Giamundo, presidente dell’Associazione Museo del Vero e del Falso

“Questa non è una sòla – scarpe tra fake e rarità”, la mostra didattica sui fake nel mondo della pelletteria ideata e promossa dall’Associazione Museo del Vero e del Falso sarà ospitata dal Micam, il più importante salone internazionale dedicato alle calzature, in programma a Fiera Milano (Rho) dall’11 al 14 febbraio 2018. Allestita all’interno della Fashion Square (Pad.1), l’esposizione racconta attraverso un percorso di calzature storiche e moderne il bello e ben fatto del Made in Italy in contrapposizione ai rischi su salute e sicurezza provocati dalle scarpe contraffatte.
L’appuntamento milanese rappresenta la seconda tappa del percorso educativo itinerante inaugurato presso la Camera di Commercio di Napoli lo scorso 17 novembre e che in tre mesi ha fatto registrare migliaia di visitatori coinvolgendo scuole e famiglie anche attraverso laboratori didattici e seminari scientifici curati da Unic-Linea Pelle, dalla Stazione Sperimentale Industria Pelli e, insieme, dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Dogane.

Luigi Giamundo, presidente dell’Associazione Museo del Vero e del Falso, perché una campagna di sensibilizzazione sui temi della contraffazione di prodotti di pelle?
Perché è giusto che i cittadini e i consumatori comprendano i danni che il mercato del falso produce a livello economico, sociale e sanitario. Gli oggetti falsi sono spesso scadenti, realizzati con materiali non certificati, inquinanti e tossici, e quindi pericolosi per chi li usa. Per questo abbiamo deciso di realizzare una serie di mostre didattiche sui settori produttivi più colpiti da questo fenomeno. L’anno scorso ci siamo concentrati sulla contraffazione nel mondo dei giocattoli, fenomeno particolarmente delicato perché ne va della salute dei più piccoli. Il successo dell’iniziativa, abbiamo registrato più di diecimila visite nei quattro mesi di allestimento, ci ha spinto a riproporre il format del percorso didattico dedicandolo a una delle punte di diamante del Made in Italy nel Mondo, la pelletteria.

Di qui la partecipazione al Micam. Il settore calzaturiero è da considerare tra quelli più a rischio?
Certo. Scarpe, borse, guanti e accessori sono simboli indiscussi della nostra eccellenza e, proprio per questo, sono tra gli articoli più contraffatti in assoluto. Il danno che se ne ricava è particolarmente grave in Campania, dove esiste un polo produttivo nei settori conciario e calzaturiero che conta più di 400 imprese per circa 14mila addetti. Un patrimonio minacciato dal mercato sempre più pervasivo dei falsi.

In generale che impatto ha il falso sull’economia italiana?
Si potrebbe dire: lo stesso di una “manovra finanziaria”. Almeno in termini numerici. Il mercato del falso infatti produce quasi 7 miliardi di euro all’anno di mancate vendite e 100mila posti di lavoro bruciati. Numeri, tra l’altro, che fanno riferimento al solo circuito abbigliamento-calzature, cosmetici, articoli sportivi, borse, giocattoli e gioielleria. Per rendersi conto del danno prodotto all’economia italiana basti pensare che senza la contraffazione la produzione interna registrerebbe un incremento di 18,6 miliardi di euro.

Questo fenomeno si combatte con la cultura?
Sì, con la cultura della legalità e con la valorizzazione della tutela della creatività. Sia chiaro, la repressione è fondamentale e deve essere resa ancora più efficace. E’ chiaro però che la sola repressione non può bastare. Serve educare e far capire che dietro un oggetto falso ci sono costi sociali e non solo economici enormi. Su questo fronte l’Associazione Museo del vero e del Falso promuove mostre didattiche, attività laboratoriali presso scuole e presso aziende. Siamo particolarmente interessati alle nuove generazioni, per esempio per coinvolgere i più piccoli, abbiamo realizzato anche dei giochi interattivi per insegnare a distinguere prodotti veri dai fake.