R-Factory, da una startup napoletana la tecnologia contro furti e contraffazione

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In foto da sinistra Pierantonio Macola, Sara Coppola, Neil Mac Leod, Giuseppe Nasti

di Paola Ciaramella

Tag integrati per la tracciabilità e la rintracciabilità di beni mobili, che sono in grado di garantire l’originalità, l’affidabilità e la sicurezza del prodotto, agendo da deterrenti contro furti e contraffazione. È la tecnologia sviluppata da R-Factory, la startup napoletana che, lo scorso 1° dicembre, si è aggiudicata il Premio SMAU – Edizione Speciale Lamarck, assegnato nel complesso dell’Università “Federico II” a San Giovanni a Teduccio durante la finale del PNI 2017. Il premio consentirà alla giovane azienda – costituita da Neil Mac Leod, Ceo e founder del progetto, da Sara Coppola, R&D Director e founder, da Giuseppe Nasti e Marco Paino, che lavorano nel settore di ricerca e sviluppo, e da Francesca De Risi, che cura gli aspetti economici – di partecipare gratuitamente a una delle prossime tappe internazionali del Roadshow 2018 di Smau, tra Londra, Milano e Berlino. Il progetto è stato premiato perché considerato già pronto per il mercato, in base a criteri che hanno tenuto conto del livello di innovazione e delle partnership in corso dell’orientamento B2B della proposta. Per il team si tratta del terzo riconoscimento importante in meno di due mesi, dopo la vittoria della StartCup Campania a ottobre e il primo premio alla Finance Start Up Cup Competition 2017, realizzata a fine novembre dall’Ordine dei Commercialisti. “Stiamo lavorando al progetto da un anno e mezzo – spiega Neil Mac Leod a IlDenaro.it –. L’idea è nata da un’esigenza concreta: le biciclette italiane sono molto quotate nel mondo, ma l’industria nazionale è gravemente danneggiata dalla presenza di merce contraffatta, che è pressoché identica all’originale. L’altra problematica riguarda i furti: i telai, che arrivano a costare più di 10mila euro, possono essere facilmente rubati perché estremamente leggeri”. Un altro settore che risente della presenza dei falsi è quello del lusso: “Nei negozi monomarca spesso si trovano prodotti contraffatti accanto agli originali, perché i contro terzi producono anche merce parallela”, danneggiando sia le aziende che i consumatori. I tag sviluppati da R-Factory – costituiti da un’antenna basata su tecnologia RFID – permettono di superare del tutto questi problemi: sono, infatti, inscritti direttamente nel materiale di cui è costituito il bene, usando una tecnologia proprietaria di scrittura diretta su scala micrometrica in semilavorati o in prodotti finiti. Di conseguenza, per la prima volta, il bene sarà dotato, sin dalla sua produzione, di un tag capace di trasmettere e ricevere segnali radio, creando un’associazione univoca impossibile da eliminare senza danneggiare il bene stesso. “Il chip non è cucito o attaccato ma stampato direttamente sull’oggetto; per distruggerlo, quindi, bisognerebbe distruggere il bene e fargli perdere la funzionalità. Adesso stiamo cercando delle aziende partner con cui andare a implementare il nostro processo all’interno della catena produttiva – aggiunge Mac Leod, che intanto annuncia la partecipazione della startup al Premio Best Practices per l’Innovazione, in programma il 12 e 13 dicembre a Salerno –. Per il momento ci concentreremo su materiali come il carbonio, le resine, il pellame e i tessuti”.