Raee, Campania ultima in Italia per raccolta pro capite nonostante l’aumento dei volumi

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Nel 2024 la raccolta nazionale dei Raee è tornata a crescere: 358.138 tonnellate avviate a riciclo, pari a 6,07 kg per abitante. Un incremento che però non cancella i ritardi strutturali di alcune aree del Paese. La Campania, con 16.897 tonnellate, si posiziona a metà classifica nazionale per volumi assoluti e terza nel Mezzogiorno dietro Sicilia e Puglia. Ma resta ultima per raccolta pro capite, ferma a 3,02 kg/ab: numeri che mettono in luce un paradosso evidente. I flussi complessivi sono consistenti, ma il coinvolgimento dei cittadini è ancora troppo debole.

A fotografare lo stato dell’arte è il dossier “Facciamo secco il sacco” di Legambiente Campania, presentato in occasione della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti e realizzato con il contributo di Ambiente Spa.

La geografia campana della raccolta

Nel 2024 il quadro provinciale resta disomogeneo. Caserta è l’unica provincia con un trend positivo (+8,7% sul 2023) e si conferma la più virtuosa con 5,21 kg/ab, seguita da Salerno (3,48 kg/ab), Avellino (3,46 kg/ab) e Benevento (2,41 kg/ab).
Il dato più critico arriva da Napoli: pur generando il volume assoluto più elevato della regione (6.483 tonnellate), si ferma a 2,18 kg pro capite, segno di un evidente cortocircuito tra disponibilità dei servizi e partecipazione reale della popolazione.

La voce di Legambiente

“La raccolta dei Raee in Italia e in Campania è ancora lontana dagli obiettivi Ue. È necessario migliorare la rete di raccolta e degli impianti di trattamento, anche per centrare gli obiettivi del Critical raw materials act, che punta a soddisfare il 25% del consumo europeo di materie prime critiche tramite riciclo”, commenta Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania.

Secondo Imparato, nonostante un quadro normativo solido e una collaborazione efficace tra enti pubblici e consorzi privati, “permangono disomogeneità territoriali, flussi informali non tracciati e un coinvolgimento insufficiente dei cittadini, spesso poco informati sulle corrette modalità di conferimento”.

“Fondamentale – conclude – investire in campagne di sensibilizzazione che aiutino a considerare questi rifiuti non come scarti senza utilità ma come risorse da valorizzare per un’economia più sostenibile”.

Frigoriferi, lavatrici e monitor: i numeri per tipologia

Dal dossier emergono quantità che rendono immediata la scala del fenomeno. Nel 2024 in Campania sono stati avviati a riciclo:

  • 194 mila frigoriferi (R1)

  • 55 mila lavatrici (R2)

  • 305 mila Tv/monitor (R3)

  • 861 mila piccoli elettrodomestici/IT (R4)

  • 1,2 milioni di sorgenti luminose (R5)

Rapportati alla popolazione regionale, equivalgono a 195 frigoriferi, 55 lavatrici, 305 Tv, 860 piccoli elettrodomestici e 1.250 lampadine ogni 1.000 abitanti.

Una rete ampia, ma non sempre efficiente

La rete campana conta 437 siti: centri comunali (Cdr), luoghi di raggruppamento della distribuzione (Ldr) e altri servizi (tecnici/installatori). L’82% dei Raee passa attraverso i Cdr, mentre i Ldr coprono il 17,9%. Percentuali che oscillano molto sul territorio:

  • Benevento: i Cdr gestiscono il 95,7% della raccolta

  • Avellino: Ldr al 28,8%

  • Caserta: Ldr al 22%

  • Napoli: 140 siti totali (87 Cdr, 31 Ldr, 22 altri servizi) con l’82,9% tramite Cdr

  • Salerno: 154 siti (121 Cdr, 28 Ldr, 5 altri) con gli Ldr al 12,5%

I premi di efficienza e l’effetto della nuova legge

Nel 2024 in Campania sono stati erogati oltre 1,18 milioni di euro di “premi di efficienza”, incentivi riconosciuti ai gestori dei siti più virtuosi. Oltre metà della cifra finisce a Caserta (560.275 euro), seguita da Napoli (365.829 euro).

La Legge 166/2024 ha inoltre introdotto l’obbligo per tutti i punti vendita di Aee di iscriversi al sistema di tracciabilità del Cdc Raee: un passaggio che ha prodotto un aumento rapido delle registrazioni, arrivate a 191 entro la fine dell’anno.

Il lato oscuro: traffici illegali e flussi sommersi

Non tutto, però, finisce nei canali ufficiali. Il traffico illecito di rifiuti elettronici resta una componente pesante e sottostimata. In Europa oltre un terzo dei Raee, circa 1,3 milioni di tonnellate, viene gestito in modo scorretto o esportato illegalmente; a livello globale solo il 17-20% è riciclato correttamente.

Nei flussi transfrontalieri, tra il 6 e il 7% del totale mondiale è legato a traffici illegali. Anche in Italia e in Campania una quota rilevante sfugge ai controlli: nel 2023 la regione ha registrato la raccolta pro capite più bassa d’Italia, poco sopra i 3 kg/ab, con un calo superiore al 12%. Un divario che, secondo i rapporti del Centro di coordinamento Raee, è in parte dovuto alla presenza di canali paralleli che sottraggono volumi al riciclo legale.