Rai, Foa in bilico

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(AdnKronos) – Poco più di 48 ore alla seduta della commissione di Vigilanza che potrebbe nominarlo presidente della Rai e , candidato della Lega e del M5S, è ancora in bilico. per le posizioni sovraniste e per essere, accusa il capogruppo del Pd a Palazzo Madama Andrea Marcucci, “un amico di Putin, un giornalista-editore che ha fatto campagne contro i vaccini, diffuso fake news, ingiuriato il capo dello Stato”, ora Foa rischia di non avere i due terzi dei voti in Vigilanza Rai per la ratifica della nomina. Ventisette i voti necessari per l’elezione, 21 quelli a disposizione di Lega e M5S: a fare da ago della bilancia sarà quindi Forza Italia con i suoi 6 voti che, tuttavia, rischiano di essere contrari. A sottolinearlo, i parlamentari azzurri , che hanno annunciato una “attenta riflessione” sul nome di Foa, sottolineando l’errore di una scelta non ampiamente condivisa e negando, almeno “al momento”, il consenso alla sua elezione.Durissimo il Pd, con attacchi e appelli ai colleghi dell’opposizione in Vigilanza per far saltare il candidato presidente. Compatti i dem, con il segretario reggente Maurizio Martina che invita a “reagire a questa forzatura” perché “sulla Rai la lottizzazione gialloverde sta calpestando anche il ruolo della Vigilanza”.Proteste anche da Leu: “Sulla Rai – afferma il coordinatore nazionale di Mdp, deputato di Liberi e Uguali, Roberto Speranza – è in corso un’occupazione dei posti chiave di potere” e “su questa vicenda si vedrà quali sono i confini reali della maggioranza”.”Noi – aggiunge Speranza – stiamo chiaramente all’opposizione a un governo che doveva essere del cambiamento e che invece si sta rivelando un governo delle poltrone”.A difendere Foa – candidato in quota Lega – scende però in campo il leader M5S , che su un post pubblicato ieri su Facebook lo definisce “un giornalista con la schiena dritta che ha sempre fatto il suo mestiere con grande onestà intellettuale e dimostrando totale indipendenza”.”Noi – ha poi aggiunto oggi in un’intervista al Corriere della Sera – abbiamo scelto in base alle competenze. Diciamo no ai raccomandati nella Rai e nella pubblica amministrazione e largo alla meritocrazia”. E al giornalista che fa notare come sulle nomine i Cinque Stelle non sembrino diversi dai partiti che sono stati al governo in precedenza, Di Maio risponde: ”Se qualcuno riesce a dimostrare che ho incontrato Salini o Foa prima degli ultimi 15 giorni, allora lei ha ragione. Ma non è così”.