“Raibo”, il primo androide quadrupede capace di correre anche in spiaggia

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(in foto l'Istituto Coreano di Scienza e Tecnologia Avanzata (Korea Advanced Institute of Science & Technology o KAIST fonte Wikipedia)

Un nuovo software di controllo ha aiutato un robot quadrupede a correre su una spiaggia sabbiosa, un campo erboso e un soffice materasso ad aria. A progettare questo robot, soprannominato Raibo, sono stati gli ingegneri dell’Istituto Coreano di Scienza e Tecnologia Avanzata (Korea Advanced Institute of Science & Technology o KAIST), in Corea del Sud. Il loro lavoro e’ stato descritto e pubblicato sulla rivista Science Robotics. Il sistema ha dimostrato come la combinazione di rilevamento della forza, controllo adattivo e apprendimento per rinforzo puo’ consentire ai robot di attraversare terreni deformabili e morbidi. Negli ultimi anni, i ricercatori hanno fatto rapidi progressi nella progettazione strutturale dei robot quadrupedi, ma gli ultimi robot quadrupedi che camminano e corrono devono ancora affrontare una sfida: imparare a muoversi su molti tipi di terreno deformabile. I sistemi software esistenti basati sulla simulazione e sull’apprendimento per rinforzo devono ancora superare questo ostacolo e non incorporano elementi che includano strategie adattive. Ora, Suyoung Choi ed i suoi colleghi del Korea Advanced Institute of Science & Technology hanno presentato un sistema software che ha consentito a un robot quadrupede, chiamato Raibo, di regolare il modo in cui cammina e corre su varie superfici morbide, inclusi campi, spiagge, materassi ad aria e una pista di atletica. Elaborando le informazioni propriocettive, il sistema software fa un lavoro migliore nel concettualizzare quali forze sono in gioco su diversi terreni. Sintetizza quei dati utilizzando una strategia di controllo adattivo e un ulteriore apprendimento di rinforzo per guidare il robot. “Rispetto ai controller precedenti, il nostro controller raggiunge un tasso di guasto inferiore, una velocita’ massima piu’ elevata e un costo di trasporto inferiore”, hanno scritto gli autori. Lo studio ha visto coinvolti nel team di lavoro anche Parco Jeongsoo, Juhyeok Mun, Gwanghyeon Ji, Jemin Hwangbo, Hyeongjun Kim e Jeong Hyun Lee sempre appartenenti al KAIST.