Rally del greggio sull’onda dell’accordo Opec

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Il punto della mattinata. Il Ftse Mib segna -0,05%, il Ftse Italia All-Share -0,03%, il Ftse Italia Mid Cap +0,12%, il Ftse Italia Star +0,13%.
Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in ribasso. Il Dax30 di Francoforte cede lo 0,6%, il Cac40 di Parigi lo 0,3%, il Ftse100 di Londra lo 0,1% e l’Ibex35 di Madrid lo 0,4%.
Mercati obbligazionari eurozona in divergenza, debole il Bund, sale la periferia. Il rendimento del decennale tedesco sale di 5 bp allo 0,30%, quello del BTP scende di 3 bp all’1,97% (-2 bp per il Bono spagnolo all’1,54%). Lo spread scende di ben 8 bp a 167. 

Tenaris (+2,6%), Saipem (+1,5%) ed Eni (+2,7%) in ulteriore progresso dopo il rally di ieri in scia all’accordo OPEC per il taglio della produzione di greggio di 1,2 milioni di barili al giorno a 32,5 milioni. Sembra inoltre che alcuni paesi non facenti parte dell’Organizzazione (tra cui la Russia) abbiano garantito un riduzione di altri 0,6 milioni di barili al giorno. Il petrolio è schizzato sui massimi dalla seconda metà di ottobre: il future per consegna febbraio sul Brent si è spinto fin sui 52,73 $/barile, il future per consegna gennaio sul WTI fin sui 50,23 $/barile.
Bancari Italia poco mossi dopo il +7% realizzato nelle due sedute precedenti: FTSE Italia Banche +0,4%, EURO STOXX Banks +0,2%. La Banca d’Italia ha identificato UniCredit (+1%), Intesa Sanpaolo (-0,1%) e Banca MPS (+0,4%) come istituzioni a rilevanza sistemica nazionale (O-SII è l’acronimo inglese) autorizzate in Italia per il 2017. Le tre banche dovranno, dal 2021, mantenere una riserva di capitale (buffer) aggiuntiva pari, rispettivamente, a 1%, 0,75% e 0,25% delle proprie esposizioni complessive ponderate per il rischio, obiettivo da raggiungere in quattro anni a partire dal 2018, mentre per il 2017 non è previsto alcun buffer aggiuntivo.

Dunque, l’Opec (Organizzazione a cui aderiscono 14 paesi esportatori di petrolio tra cui l’Arabia Saudita, l’Iran e l’Iraq) ha raggiunto un accordo per il taglio della produzione di 1,2 milioni di barili di petrolio al giorno, per fare fronte all’eccessiva offerta sul mercato e rilanciare il prezzo del greggio. Si tratta del primo taglio dal lontano 2008. 
L’accordo inaspettato fra i membri dell’OPEC ha impresso una spinta considerevole sui prezzi del greggio. Ieri il West Texas Intermediate ha guadagnato il 10,50% e ora sta testando di nuovo la soglia dei 50 USD. Sull’altra sponda dell’Atlantico, il greggio Brent ha avuto un andamento analogo, salendo del 12% e superando il livello a 50 USD per raggiungere quota 52,70 USD. 

Borse asiatiche

Mercati asiatici tutti in positivo. A tenere banco è il rally del greggio. In Asia il petrolio continua a guadagnare circa l’1% spingendo al rialzo i titoli del settore: a Sydney Santos ha toccato un progresso superiore al 12% contribuendo all’incremento dell’1,10% registrato dall&rs quo;S&P ASX 200. 
A Tokyo il Nikkei 225 ha toccato un guadagno del 2% in intraday per poi chiudere comunque con un apprezzamento dell’1,12% e nonostante il parziale recupero dello yen che in precedenza aveva però toccato i minimi sul dollaro da marzo. Più che buona anche la performance dell’indice più ampio Topix, che ha segnato un guadagno dello 0,94% in chiusura. In positivo anche Seoul, ma il Kospi limita ad appena lo 0,01% il suo incremento.

Sul fronte macroeconomico, tra le molte statistiche pubblicate occhi puntati sulla Cina. In novembre l’indice Pmi manifatturiero ufficiale di Pechino è salito a 51,7 punti dai 51,2 punti di ottobre, toccando il livello più elevato dai 53,3 punti dell’aprile 2012. 

Il Pmi non manifatturiero si è invece attestato ai massimi dal giugno 2014. Rallenta invece moderatamente il Purchasing Managers’ Index (Pmi) elaborato da Markit/Caixin, attestatosi a 50,9 punti e comunque per il quinto mese consecutivo sopra la soglia di 50 punti che separa crescita da contrazione. Clima positivo che si è riflesso sui listini: Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 hanno guadagnato lo 0,72% e lo 0,76% rispettivamente. Appena più moderato il progresso dello Shenzhen Composite, apprezzatosi dello 0,54% al termine delle contrattazioni. 

A Hong Kong l’Hang Seng guadagna intorno allo 0,40% (fa meglio il sottoindice Hang Seng China Enterprises Index, che si muove intorno a un progresso dello 0,70%).

Borsa Usa

Ieri la Borsa di New York ha chiuso la seduta contrastata. L’S&P 500 ha perso lo 0,27% e il Nasdaq Composite l’1,05%. Sostanzialmente invariato il Dow Jones (+0,01%) dopo aver toccato il nuovo record a 19.225,29 punti.      

Dal Beige Book, il rapporto periodico della Fed, è emerso che l’economia a stelle e strisce sta attraversando un periodo di crescita da modesta a moderata nella maggior parte delle regioni del Paese.

La stima ADP (National Employment Report) sul mondo del lavoro ha evidenziato, nel mese di novembre, una crescita di 216 mila nuovi impieghi. Il dato è risultato superiore alle attese degli addetti ai lavori che si aspettavano un incremento di 161 mila posti di lavoro. 

Rivista al ribasso tuttavia la rilevazione precedente a 119 mila unità, da 147 mila. A settembre l’indice PCE (prezzi al consumo esclusi alimentari e bevande) è risultato in crescita dello 0,1% su base mensile, in linea con le attese e alla rilevazione precedente, e dell’1,7% rispetto a un anno fa. La spesa personale è cresciuta dello 0,3% nello stesso periodo mentre i redditi personali sono aumentati dello 0,6%.

L’Indice PMI Chicago (attività manifatturiera) nel mese di novembre è salito a 57,6 punti dai 50,6 punti del mese precedente, risultando nettamente superiore alle attese degli addetti ai lavori, fissate su un indice pari a 52 punti. 

La National Association of Realtors ha reso noto che l’indice Pending Home Sales (vendite di case con contratti ancora in corso) ha evidenziato un modesto incremento nel mese di ottobre, pari allo 0,1% m/m, dopo l’incremento dell’1,4% rilevato a settembre. Gli addetti ai lavori avevano stimato una variazione positiva pari allo 0,2% mese su mese. L’indice è salito a 110 punti dai 109,9 punti di settembre. 

I dati macro attesi oggi
Giovedì 1° Dicembre 2016

01:30 GIA Indice PMI manifatturiero finale nov;

02:00 CINA Indice PMI manifatturiero nov;

02:00 CINA Indice PMI non manifatturiero nov;

02:45 CINA Indice Markit PMI Caixin manifatturiero nov;

09:15 SPA Indice PMI manifatturiero nov;

09:45 ITA Indice PMI manifatturiero nov;

09:50 FRA Indice PMI manifatturiero finale nov;

09:55 GER Indice PMI manifatturiero finale nov;

10:00 EUR Indice PMI manifatturiero finale nov;

10:00 ITA Tasso di disoccupazione ott;

10:30 GB Indice PMI manifatturiero nov;

11:00 ITA PIL finale trim3;

11:00 EUR Tasso di disoccupazione ott;

14:30 USA Richieste settimanali sussidi disoccupazione;

15:45 USA Indice Markit PMI manifatturiero finale nov;

16:00 USA Spesa in costruzioni ott;

16:00 USA Indice ISM manifatturiero nov