Randagismo, il dossier della Lav: fenomeno in flessione, ma resta alto al Sud

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In Italia il fenomeno del randagismo e’ apparentemente in flessione (-22,40% gli esemplari presenti nei canili dal 2006 al 2015), ma con delle discrepanze tra nord e centro-sud, dove il numero dei cani “detenuti” e’ ancora molto alto e si somma quello degli animali vaganti sul territorio, la cui riproduzione e’ spesso incontrollata. Lo dice la Lav nel dossier che attraverso una indagine condotta regione per regione fotografa la situazione sulla base dei dati piu’ aggiornati disponibili e fa il punto sull’evoluzione del fenomeno nel corso degli ultimi 10 anni, mettendo in luce le principali criticita’ e indicando possibili soluzioni rivolte sia alle pubbliche amministrazioni che ai singoli. Secondo l’ultima stima diffusa dal ministero della Salute, nel 2012 in Italia ci sarebbe un “esercito” di randagi che oscilla tra 500mila e 700mila cani, mentre i dati ufficiali piu’ completi sul randagismo risalgono al lontano 2008 e fanno riferimento all’anno 2006. Inoltre, come reso recentemente noto in occasione di un confronto interregionale sul randagismo organizzato dalla Regione Lombardia, in Italia nel 2015 sarebbero 131.302 i cani detenuti nei canili, di cui 13.064 detenuti in quelli sanitari e 118.238 in quelli rifugio. Analizzando i dati forniti dalle Regioni e Province Autonome interpellate dalla Lav, relativi agli anni 2014 e 2015, e comparando quelli del 2015 con i dati relativi al 2006 – diffusi dal Ministero della Salute nel 2008 – dall’indagine emerge che aumentano i canili sanitari e quelli rifugio (+24), passando dalle 959 strutture del 2006 alle 983 del 2015; il rapporto tra popolazione residente e cani detenuti nei rifugi e’ maggiore al sud (in testa Sardegna, Puglia, Campania e Basilicata); il costo per la cura dei cani presenti nei canili italiani nel 2015 sfiora i 118 milioni di euro, dato calcolato al ribasso, sulla base delle sole amministrazioni che hanno risposto alla Lav. Una cifra che moltiplicata per sette anni, tempo medio della permanenza in canile di un cane in assenza di adozione, supera gli 825 milioni di euro.