Ranieri: Sbagliato non coinvolgere alle Primarie anche i non iscritti al Pd

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Sono convinto che la scelta dei candidati alle primarie vada fatta coinvolgendo non solo gli iscritti liberi al Partito Democratico ma anche le elettrici e gli elettori, così come accade a Roma, Milano e in tante altre grandi città d’Italia che voteranno in primavera“: Lo dice in conferenza stampa il candidato alle primarie del centrosinistra Umberto Ranieri. “Non capisco per quale ragione a Napoli a scegliere i candidati dovrebbero essere solo gli iscritti, poco più di 2000, della terza città d’Italia – dice – Raccogliamo le firme chiedendo agli elettori di sostenere la candidatura. Su questa questione sono intervenuto anche agli inizi di dicembre. Ho segnalato che non mi sembrava giusto nella realtà di Napoli scegliere i candidati solo sulla base degli iscritti. Di questo avevo parlato anche con Guerini. Mi aveva detto ‘Figurati se le regole non si cambiano’. Queste posizioni sono state condivise da dirigenti nazionali del partito che mi hanno esplicitamente detto che era giusta la mia direzione ed un mutamento del genere sarebbe stato una scelta di buon senso”. Sul regolamento per le primarie del 6 marzo, approvato all’unanimità, Ranieri dice che “anche all’unanimità si può sbagliare“.
Parla anche di De Magistris Ranieri. “Aveva saputo raccogliere l’ansia e la voglia di cambiamento dei napoletani, la stanchezza di esperienze amministrative pregresse del centrosinistra – dice – Lui, però, ha sperperato questo patrimonio non riuscendo ad investire su Napoli, sprecando le risorse europee che dovevano andare al centro storico. I problemi di Napoli non si possono risolvere restando chiusi in Municipio ed evitando un confronto con il governo, magari anche un confronto serrato“. 
Ammette anche che i problemi di Napoli “vengono dal passato, dagli errori fatti dal centrosinistra. C’è ancora un immobilismo che va abbattuto e va ridotta la fatica che per i cittadini comporta vivere a Napoli, i servizi non sono neppure comparabili alle altre città d’Italia e d’Europa. La strada maestra che avrebbe dovuto seguire il Pd sarebbe dovuta essere l’individuazione di un candidato civico. Io, in tutte le sedi, ho posto il problema di cercare una figura in sintonia con questa idea. Ma ho notato che non c’è il coraggio di individuare un candidato che avrebbe reso evidente l’elemento di rottura e di novità