Rapporto Ispra, aumenta il consumo di suolo: Campania terza dopo Lombardia e Veneto

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In Italia la percentuale di suolo coperta da edifici, capannoni, strade e servizi, ovvero impermeabilizzata, rispetto al totale della superficie nazionale è passato dal 2,7 % degli anni Cinquanta al 7 % del 2014. E’ quanto emerge dai dati Ispra del rapporto 2015 sull’uso del suolo. Al Nord si registra un valore maggiore, pari al 7,8 %, rispetto che al Centro e al Sud, dove le percentuali di suolo cementificato sono il 6,6 % e 6,2 % rispettivamente. Considerando il consumo a livello regionale, al primo posto c’è la Lombardia con l’11 %, poi il Veneto con il 10 % e al terzo posto la Campania con il 9 %. Le regioni più virtuose sono invece Trentino Alto Adige e Valle D’Aosta con un consumo pari al 3 %, meno della metà della media italiana (figura). Il quadro cambia in maniera significativa se si considera il consumo di suolo effettivo, cioè calcolato escludendo le aree naturalmente protette dalla cementificazione: le superfici dei laghi, i corsi d’acqua e zone non edificabili per la loro quota o pendenza. In base a questo criterio le regioni quasi completamente montuose come Trentino Alto Adige e Valle D’Aosta balzano ovviamente in testa con il 19 % e il 31 % rispettivamente, ma anche i consumi effettivi delle altre regioni aumentano in modo rilevante: spiccano ai primi posti Liguria con il 23 %, Campania con il 17 % e Lombardia con il 16 %. Valori elevatissimi rispetto alla media nazionale che così ricalcolata passa dal 7 % all’11 %, tra le più alte in Europa. Il documento Ispra sottolinea inoltre come a livello nazionale circa il 2,5% delle superfici considerate non consumabili risulta comunque essere consumato. Tra le province Monza e la Brianza, Milano e Napoli sono coperte di cemento per circa il 30% del territorio amministrato. A livello comunale, Roma con i suoi 30.000 ettari cementificati ha il primato di consumo in termini assoluti, mentre considerando il consumo percentuale, tra i primi venti comuni nove sono nel napoletano. Diversi comuni superano il 50% di territorio consumato e quelli situati nelle province di Napoli, Caserta, Milano e Torino mostrano spesso una tendenza di uso del suolo collegata ai processi di urbanizzazione dei rispettivi capoluoghi di provincia, con i quali vanno spesso a formare un’unica grande metropoli.