Rassegne, le frontiere al centro degli incontri di lettura di “Squilibri”

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Parte a Napoli la rassegna “Squilibri – Incontri di lettura”, promossa dal 24 al 27 ottobre 2018 dalle associazioni culturali A Voce Alta, Soup, La Pagina che non c’era, Officine Gomitoli, in stretta collaborazione con la Biblioteca Nazionale, Laterzagorànapoli, gli istituti scolastici, gli istituti di cultura e le librerie, con il patrocinio del Comune di Napoli, della Regione Campania, sotto gli auspici del Centro per il Libro e la Lettura (Mibac), e il sostegno di alcuni sponsor privati.
“Parlare di libri, leggere le Pagine più Amate, cercare la Pagina che non c’era, dove, se non in Biblioteca?” dice Francesco Mercurio, direttore della Biblioteca Nazionale. “Forse c’è ancora qualcuno che pensa che la Biblioteca sia un luogo esclusivo per soli eruditi, che comunque sono sempre i benvenuti. La Biblioteca è la memoria di una comunità, il luogo della conoscenza, il luogo dove si può ricostruire la storia delle radici identitarie. Il tema Frontiere scelto dalla rassegna Squilibri Incontri di lettura – che volentieri ospitiamo in questi spazi per il secondo anno – rimanda a tutta la complessità e alla conoscenza che solo un luogo ricco di memoria e storia antica, come la Biblioteca Nazionale, può offrire alla comprensione e alla declinazione di Frontiere. E il compito di un bibliotecario è quello di mettere in contatto libro e lettore, biblioteca e comunità di riferimento. L’idea, dunque, di costruire insieme alle associazioni A Voce Alta, Soup, La pagina che non c’era, Officine Gomitoli, percorsi di lettura ed incontri, per mettere in relazione i ragazzi delle scuole secondarie e gli scrittori, ma anche giornalisti, attori, filosofi, rafforza il nostro compito di apertura alla società e alle tematiche di grande attualità. Ancora una volta antico e contemporaneo si incontrano in Biblioteca per intraprendere percorsi sempre inediti nella disseminazione della conoscenza e della lettura”.
“L’edizione di quest’anno dedicata al tema delle Frontiere si collega idealmente ad un progetto di Alessandro Leogrande, bravo giornalista d’inchiesta e scrittore morto prematuramente a soli 40 anni nel novembre scorso. Il progetto, realizzato nel corso di quest’anno dal Salone del Libro di Torino, Robinson/Repubblica, Radio3 e la casa editrice Laterza, ha provato a mettere in discussione il racconto ufficiale sull’immigrazione, che vede l’arrivo degli stranieri solo nei termini di emergenza e pericolo”, racconta Marinella Pomarici, presidente di A Voce Alta. Da qui il tema della XII edizione di Squilibri e della Pagina che non c’era.
“Nei quattro giorni di incontri cercheremo di capire quali siano oggi le frontiere del mondo – dichiara Alessandra Calvo, presidente di Soup – quelle strisce di territorio a ridosso del confine, ufficialmente delimitate e riconosciute, quale sia la loro funzione oggi, come siano vissute dai popoli, come siano strumentalizzate, usate come barriere invalicabili. Ma cercheremo soprattutto di ascoltare le parole dei libri, le poesie, i pensieri che hanno attraversato la storia della letteratura, di capire quali siano i nostri confini interni – continua Calvo – quelli che ci portano in relazione con l’altro, per quale motivo l’altro, così spesso, sia considerato uno straniero, un barbaro. Cercheremo inoltre di iniziare un viaggio che possa portarci ai confini fra reale e irreale. Scriveva Isabel Allende nel libro Paula: “c’è un momento in cui il viaggio iniziato non può più essere interrotto, corriamo verso una frontiera, passiamo attraverso una porta misteriosa e ci svegliamo dall’altra parte, in un’altra vita.” Sarà la voce di Donatella Finocchiaro ad accompagnarci in questo viaggio, e le voci di tanti ospiti che verranno a raccontarci la loro storia di frontiera”.
Il cuore della manifestazione sono sempre i lettori, in particolare i ragazzi delle scuole secondarie con le loro scelte di lettura: i concorsi “La pagina più amata” e “La pagina che non c’era” sono infatti al centro del progetto (80 scuole hanno partecipato ai due concorsi ogni anno), senza tuttavia dimenticare i tanti lettori appassionati di ogni età. L’obiettivo rimane promuovere la lettura, sensibilizzare e stimolare in particolare i giovani che saranno i veri protagonisti della rassegna.
“La pagina che non c’era” offrirà anche quest’anno l’occasione agli studenti delle scuole italiane di incontrare scrittori e interpreti del mondo contemporaneo. Ci piace definire il nostro come un progetto di “lettura creativa”: gli studenti leggono libri per riuscire a trovare la propria voce. Portiamo dunque gli scrittori tra i banchi promuovendo un concorso nazionale di scrittura per gli alunni delle scuole secondarie di I e II grado”, dichiara Maria Laura Vanorio, ideatrice del progetto.
Reading, incursioni letterarie, poetiche, filosofiche, psicologiche e performance artistiche, con tanti ospiti che si alterneranno per raccontare e leggere pagine antiche e contemporanee sul tema della Frontiera. Gli Incontri di lettura, dal nuovo titolo Squilibri, giunti alla XII edizione, si svolgeranno in collaborazione con la prestigiosa Biblioteca Nazionale che ospiterà tutti gli appuntamenti. Tradizionalmente organizzati dalle associazioni culturali A Voce Alta e Soup, quest’anno si avvarranno di nuove collaborazioni con Officine Gomitoli e l’associazione La pagina che non c’era che, da molti anni, bandisce un concorso nazionale di scrittura mimetica e lettura creativa, certi che il lavoro in rete dia più proficui risultati.
“E con le parole di Nicola Lagioia sull’Internazionale vorrei ricordare che cosa abbiamo perso con Alessandro Leogrande, continua Pomarici: “In un paese sempre più allo sbando, riusciva a unire lo spirito analitico alla passione civile. Si è occupato in modo serio di criminalità… Di sfruttamento sul lavoro senza retorica. Di migranti e migrazioni in modo così profondo che – visto lo spettacolo offerto negli ultimi mesi – l’intera classe politica nazionale di destra e di gran parte della sinistra dovrebbe sprofondare nella vergogna, per come non è stata capace di avvalersene. Ma la politica in Italia nemmeno ha idea di quali siano le menti migliori del paese”. E poi continua: “E noi una di queste menti abbiamo voluto ricordare con forza. Attorno a questo tema abbiamo costruito il programma all’interno del quale mi piace segnalare la presenza della scrittrice slovena e senatrice della Repubblica Tatjana Rojc che nel suo libro ci parla di un tema novecentesco piuttosto dimenticato, quello della frontiera tra Trieste e la Slovenia, nonché la proiezione del documentario Effatà Road tra naufragi e nuovi incontri di Martino Lo Cascio, che lavorando, come psicologo e come regista, principalmente sui temi del disagio sociale, delle migrazioni e dell’inchiesta antropologica ci racconterà la sua esperienza”.
E’ il tentativo – attraverso una più articolata declinazione del tema Frontiere – di offrire parole nuove per descrivere un fenomeno enorme, contribuendo a innescare una discussione diversa su di argomento fondamentale del nostro mondo contemporaneo. Se i dati sugli andamenti demografici globali sono credibili è fondamentale ragionare specificamente sui modi in cui la letteratura – attraverso le traduzioni, ad esempio – da sempre incontra il tema della migrazione, o il cinema, proponendo alcuni film sul tema e/o incontri con attori e registi sensibili all’argomento.
I libri scelti infatti per quest’edizione rimandano tutti all’idea della frontiera intesa in senso ampio e con tutte le implicazioni del caso. Per la sezione scuole superiori leggeremo di Eraldo Affinati, Tutti i nomi del mondo, Mondadori, 2018; di Fabrizio Coscia, La bellezza che resta, Melville Edizioni, 2017; di Alessandro Leogrande, La frontiera, Feltrinelli 2015 e Dalle macerie. Cronache sul fronte meridionale, Feltrinelli 2018; per la sezione grandi classici in traduzione, Lev Tolstoj, Anna Karenina, Einaudi 2016, nella traduzione di Claudia Zonghetti; per la sezione scuole medie di Lorenzo Marone Un ragazzo normale, Feltrinelli, 2018.
“L’incontro con gli scrittori, ma anche quello tra i vari studenti, appartenenti a scuole, città e realtà differenti, diventa una preziosa occasione di confronto intorno alla parola (letta, immaginata, raccontata e, infine, scritta). Un confronto fecondo – racconta Maria Laura Vanorio – che consente agli studenti di entrare in contatto con gli autori dei romanzi senza la mediazione degli adulti e senza distanze gerarchiche, e che costituisce un momento fondamentale del successivo processo creativo”.