React, infezioni resistenti agli antibiotici: in campo genomica e machine learning

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Si chiama “React” il progetto finanziato con quasi 500mila euro dalla Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica (FRRB) in Lombardia, che unirà genomica e intelligenza artificiale per tracciare e contrastare la diffusione di batteri resistenti agli antibiotici negli ospedali. L’iniziativa, guidata dal Policlinico San Matteo di Pavia, mira a creare una piattaforma innovativa per monitorare i patogeni come la Klebsiella pneumoniae e ridurre le infezioni nosocomiali.
Il team è guidato da Stefano Gaiarsa, in qualità di Principal Investigator, e da Aurora Piazza come Co-PI, entrambi esperti della Struttura Complessa di Microbiologia e Virologia diretta dal professor Fausto Baldanti. La forza del progetto risiede nella collaborazione accademica e clinica: al fianco del San Matteo lavorano i ricercatori dell’Università degli Studi di Milano, con Riccardo Nodari, e dell’Università dell’Insubria, con Gabriele Arcari, creando un ponte solido tra laboratorio e corsia.
Il problema delle infezioni nosocomiali è oggi un’emergenza globale, sia per la salute dei pazienti che per i costi insostenibili del sistema sanitario. React risponde a questa sfida implementando una piattaforma di sorveglianza basata sull’epidemiologia genomica in tre grandi hub lombardi. Il monitoraggio avverrà contemporaneamente presso il Policlinico San Matteo di Pavia, il Policlinico Ca’ Granda di Milano e l’ASST Sette Laghi di Varese. Analizzando il corredo genetico dei batteri, i medici potranno identificare con estrema precisione l’origine dei focolai.
La vera innovazione di React risiede nell’integrazione del machine learning per potenziare la genomica. Il progetto svilupperà due approcci d’avanguardia: in primo luogo, grazie alla spettrometria di massa MALDI-TOF, l’IA imparerà a riconoscere istantaneamente i cloni batterici pericolosi già noti, rendendo lo screening veloce e pronto per essere esportato in ogni ospedale. In secondo luogo, un algoritmo analizzerà gli spostamenti dei pazienti all’interno e tra le diverse strutture sanitarie per ricostruire le reti di trasmissione, puntando a individuare i “profili a rischio” che, inconsapevolmente, potrebbero favorire la diffusione dei patogeni.
Per testare l’efficacia di questa piattaforma, i ricercatori si concentreranno sulla Klebsiella pneumoniae, un batterio multiresistente che rappresenta oggi una delle minacce più critiche negli ospedali italiani. Se il modello React si dimostrerà vincente, la Lombardia potrebbe diventare il punto di riferimento per una nuova era di ospedali “smart” e sicuri.