Rebus governo, le maggioranze possibili

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(AdnKronos) – Cercasi maggioranza. Si lavora per risolvere il rebus per la formazione del nuovo governo. La palla ora passa al presidente della Camera Roberto Fico convocato oggi alle 17 dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Matteo Salvini intanto rilancia l’accordo centrodestra-5stelle, mentre Luigi Di Maio presenta il contratto di governo da proporre a Lega e Pd. Sullo sfondo c’è anche l’esito delle elezioni regionali in Molise vinte dal candidato presidente del centrodestra Donato Toma. Ma, numeri alla mano, quali sono le combinazioni possibili per la formazione del governo?

Il punto chiave è la maggioranza richiesta a Montecitorio e palazzo Madama per avere la fiducia: rispettivamente 316 deputati e 161 senatori. Lo schema più forte in Parlamento resta quello tra M5s e centrodestra unito, un governo formato su queste basi avrebbe 484 sì a Montecitorio e 246 a palazzo Madama. L’altra soluzione ipotizzata, M5s-Lega, avrebbe un buon margine alla Camera (347 deputati) ma più risicato al Senato (167 senatori).

Ancora, l’abbinata M5s-Pd avrebbe vita dura in Parlamento: 333 voti alla Camera ma solo 161 al Senato. Le cose andrebbero solo di poco meglio se ad una maggioranza di questo tipo si unisse Leu, l’asticella salirebbe a 347 sì a Montecitorio e a 165 a palazzo Madama.

Lo schema con Pd e centrodestra completo avrebbe invece 373 voti alla Camera e 189 al Senato. Infine, un accordo FI-Pd non potrebbe avere sbocchi di governo, visto che mette insieme appena 216 deputati e 113 senatori. Anche con l’eventuale apporto di parlamentati di altri gruppi, dal Misto a quelli minori, i numeri per la fiducia non ci sarebbero.