Rebus premier tiene banco

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Roma, 17 mag. (AdnKronos) – E’ ancora rebus premier. Perché Luigi Di Maio e Matteo Salvini, dopo l’incontro di ieri mattina, non hanno ancora trovato la convergenza sul nome del presidente del Consiglio, ‘politico’ o ‘terzo’ che sia. Sul contratto “con Salvini abbiamo risolto gran parte delle questioni”, mentre “sul nome del premier si fanno dei passi avanti ma non abbiamo ancora chiuso”, ha ammesso ieri il capo politico dei Cinque Stelle.

Salvini in serata ha poi spiegato: “Non saremo né io, né Di Maio, faremo una sintesi”. Avvertendo che “entro fine settimana ci sarà la chiusura. Se chiudiamo, chiudiamo lunedì e comunque vada la parola lunedì torna a Mattarella”. In ogni caso, ha assicurato il capo politico 5 stelle ”non sarà un problema”. E la dead line è fissata: lunedì la parola torna al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Lo schema su cui si starebbe lavorando in queste ultime ore, apprende l’Adnkronos, sarebbe questo: il Carroccio avrebbe chiesto ai cinque stelle di indicare il premier, preferibilmente un politico ma andrebbe bene anche un tecnico, ma si escludono oltre a Di Maio, anche i nomi circolati in queste ore e si parla del Viminale per Salvini, mentre al capo politico dei pentastellati potrebbe spettare il dicastero del Lavoro (competente per la partita sul reddito di cittadinanza) o dello Sviluppo economico.

Per Giancarlo Giorgetti, numero due della Lega, riferiscono fonti parlamentari, sembrano in calo le quotazioni per il ministero dell’Economia, mentre sarebbe il profilo ideale per lo snodo di sottosegretario alla presidenza del Consiglio.

Sempre in quota Lega dovrebbero esserci Nicola Molteni (all’Agricoltura), Giulia Bongiorno (ai Rapporti con il Parlamento) e l’attuale capogruppo a palazzo Madama Gianmarco Centinaio (al Turismo e agli Affari regionali). In caso di promozione, al posto di Centinaio andrebbe Stefano Candiani a guidare i senatori.

Circola anche il nome della leghista Simona Bordonali per il neo ministero della Famiglia e disabilità, fortemente voluto da Salvini. Il grillino Alfonso Bonafede resterebbe in pole per il posto di Guardasigilli e potrebbero far parte della squadra anche i pentastellati Emilio Carelli (per lui ci sarebbe la Cultura), Danilo Toninelli, Giulia Grillo e Laura Castelli.

Per l’Economia e gli Esteri si starebbe pensando a due nomi di alto profilo ‘esterni’ con il placet del Colle. Alla Farnesina si fa sempre il nome di Giampiero Massolo. Per Salvini, riferiscono fonti parlamentari, cedere sulla premierhip significherebbe uscirne troppo penalizzato dal punto di vista politico con il rischio di ritrovarsi non solo la ‘base’ ma l’intero partito in rivolta.

Oggi Salvini e Di Maio, entrambi in mattinata a Milano, potrebbero tornare a vedersi per definire nei dettagli lo schema tracciato oggi a grandi linee.