ReBus, tecnologie innovative per le missioni nello spazio: Federico II capofila del progetto Asi

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Tecnologie e soluzioni innovative a sostegno della vita dell’uomo nello spazio durante le missioni di lunga durata su Luna e Marte. E’ questo l’obiettivo del progetto ReBus, coordinato e finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), al quale partecipano Enea, Cnr, Istituto Superiore di Sanita’ (Iss), Thales Alenia Space, Kayser Italia, Telespazio e le Universita’ degli Studi di Tor Vergata, Pavia e Federico II di Napoli, quest’ultima nel ruolo di capofila con Stefania De Pascale responsabile scientifico. Il progetto triennale ReBus, informa una nota, punta ad avviare una linea di ricerca nazionale per realizzare sistemi biorigenerativi di supporto alla vita degli astronauti, obiettivo fondamentale per l’esplorazione umana dello spazio prevista entro le prossime due decadi, come indicato dall’agenda europea di Horizon 2020 e dalle roadmap dell’International Space Exploration Coordination Group e delle Agenzie spaziali italiana ed europea. Il sistema biogenerativo sara’ basato sull’integrazione di diversi organismi come piante, funghi, batteri e cianobatteri in modo da massimizzare l’uso delle risorse disponibili “in situ” e minimizzare contemporaneamente l’impiego di quelle esogene, riciclando la materia organica prodotta (residui alimentari, colturali e fisiologici). Nell’ambito del progetto Enea sviluppera’ sistemi di decomposizione e compostaggio degli scarti organici, basati sull’utilizzo di consorzi batterici e insetti.