Recupero crediti internazionale, un precedente che fa scuola per le imprese italiane

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in foto Jaume Papasseit e Roberto Bosco

Recuperare un credito all’estero può trasformarsi in un percorso a ostacoli, soprattutto quando gli strumenti giuridici tradizionali non offrono soluzioni efficaci. È proprio in uno di questi casi che Lawants, studio legale internazionale specializzato nel supportare imprese italiane e straniere di medie e grandi dimensioni che entrano nel mercato iberico, ha ottenuto un risultato destinato a fare giurisprudenza.

Fondato dall’avvocato italiano Roberto Bosco, Lawants assiste esclusivamente imprese straniere nelle loro operazioni e controversie in Spagna, attraverso un team multidisciplinare di avvocati e commercialisti di diversa formazione e nazionalità. In questo contesto lo studio è riuscito a far valere in Spagna un lodo irrituale italiano milionario mediante un’azione di adempimento contrattuale del tutto inedita.

Una controversia commerciale

La vicenda nasce da una controversia commerciale internazionale tra una società italiana attiva nel settore agroalimentare e un’impresa spagnola operante nel commercio all’ingrosso. I contratti tra le parti prevedevano il ricorso all’arbitrato irrituale, strumento diffuso nella prassi italiana per rapidità e flessibilità, ma con limiti evidenti quando si tratta di eseguire il lodo oltreconfine.

«A seguito dell’inadempimento contrattuale da parte della società spagnola, la società italiana ha promosso un procedimento arbitrale irrituale in Italia, conclusosi con un lodo che condannava la controparte al pagamento di 2,9 milioni di euro, oltre agli interessi contrattuali e ai costi dell’arbitrato», spiega l’avvocato Jaume Papasseit, responsabile del dipartimento di contenzioso internazionale di Lawants.

L’assenza di beni aggredibili in Italia rendeva impraticabile l’esecuzione forzata sul territorio nazionale. Allo stesso tempo, la natura non formale del lodo impediva il ricorso ai tradizionali meccanismi previsti per l’arbitrato internazionale ai fini del riconoscimento e dell’esecuzione in Spagna. Un nodo giuridico tutt’altro che semplice.

Una strategia giuridica alternativa

In questo scenario Lawants ha elaborato una strategia alternativa, superando quello che appariva un vicolo cieco. Preso atto che la richiesta di riconoscimento del lodo in Spagna secondo la Convenzione di New York del 1958 non era concretamente percorribile, i legali hanno qualificato il lodo irrituale come obbligazione contrattuale liberamente accettata dalle parti al momento della sottoscrizione dei contratti.

«È una lettura innovativa ma solida sotto il profilo giuridico, che ha convinto il giudice spagnolo ad accogliere la domanda e a consentire l’adempimento coattivo del credito in Spagna. Una decisione che può essere considerata pionieristica nella prassi giudiziaria spagnola e che apre nuove prospettive per le imprese italiane impegnate nel commercio internazionale», afferma l’avvocato Roberto Bosco.

Un precedente di rilievo

Il procedimento si è svolto come giudizio ordinario dinanzi al tribunale di primo grado spagnolo, che ha pronunciato sentenza il 6 giugno 2025. Il caso rappresenta un precedente di grande rilievo pratico: dimostra che, anche in assenza degli strumenti classici di esecuzione dei lodi arbitrali, è possibile tutelare efficacemente i diritti delle aziende attraverso una lettura sostanziale dei rapporti contrattuali e una strategia processuale mirata.

Per Lawants il risultato conferma l’importanza di un approccio capace di coniugare conoscenza dei diversi ordinamenti, visione internazionale e individuazione di soluzioni concrete ai problemi delle imprese.

«La possibilità di far valere in Spagna un lodo irrituale italiano di rilevante entità mediante un’azione di adempimento contrattuale apre una strada nuova che merita attenzione da parte di operatori giuridici, imprese e arbitri nella progettazione dei meccanismi di risoluzione delle controversie», conclude l’avvocato Jaume Papasseit.

Al via un recupero multimilionario

L’importo complessivo che Lawants punta a recuperare supera i 5,5 milioni di euro: comprende il capitale riconosciuto in sentenza, gli interessi contrattuali e processuali, le spese dell’arbitrato irrituale e i costi dei procedimenti giudiziari seguiti in Spagna, sia in sede ordinaria sia in sede esecutiva.

Una cifra che dà la misura della posta in gioco e del peso strategico di un’operazione costruita su misura, in un contesto transnazionale complesso.