Redditi a picco e addio a 76 imprese al giorno, Confesercenti: Ecco i costi della crisi

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Famiglie e imprese vivono uno stato di insicurezza economica, che ha portato a erodere di 2.100 euro il potere d’acquisto per ogni cittadino dall’inizio della crisi. Lo denuncia il presidente di Confesercenti, Massimo Vivoli, in un passaggio della sua relazione all’Assemblea annuale della confederazione. “In molte famiglie italiane, così come in molte imprese – ha indicato Vivoli – si vive uno stato di insicurezza che è ormai diffuso da tempo. Tanto è più alto il grado di insicurezza, tanto più bassa è la propensione delle imprese a realizzare investimenti e tanto maggiore è la tendenza delle famiglie ad un risparmio di tipo precauzionale”. “Il principale elemento di insicurezza in tutte le famiglie e in tutte le imprese – ha sottolineato il presidente di Confesercenti – resta di natura economica. Ed è strettamente connesso ai quasi 2.100 euro di potere d’acquisto che ogni cittadino ha ‘bruciato’ dall’inizio della crisi. E di cui in due anni di ‘ripresa’ ha recuperato solo 180 euro. Ad un livello di tassazione globale per le imprese che non si è mai ridotto“. 

Proprio oggi 3,5 milioni di imprese – sottolinea Vivoli – sono chiamate a versare oltre 20 miliardi di euro all’erario. Lo stop imposto dal Governo all’aumento dei tributi locali non ha riguardato la Tari. Il livello della Tari in alcuni Comuni ha raggiunto importi insostenibili e non rispondenti al servizio prestato. Un’anomalia assurda alla quale occorre porre immediato rimedio“. 

La lunga crisi ha inoltre  ridotto la presenza di esercizi commerciali in varie aree del territorio, a cominciare dai centri storici e dalle periferie delle città. In media, negli ultimi 5 anni, ogni giorno hanno aperto 114 imprese e 190 hanno chiuso, per un saldo giornaliero negativo di 76 attività.
Più sicurezza per far ripartire l’economia
Inoltre, “non aiutano di certo a dare sicurezza e tranquillità i 7.700 reati ogni giorno denunciati nel nostro Paese, sapendo che 6.300 di questi rimarranno impuniti. Così come non dormono sonni tranquilli i nostri colleghi: anche oggi in Italia 308 esercizi commerciali subiranno furti e rapine. Elevata priorità meritano le misure atte a ridurre il grado di insicurezza fisica dei cittadini. L’obiettivo di sicurezza delle città deve diventare centrale all’interno dei programmi di utilizzo dei fondi europei, per le cosiddette smart cities“. Per Confesercenti, la videosorveglianza oltreché essere utilizzata in forma soggettiva può diventare un eccezionale strumento di controllo del territorio. Per i sindaci di Milano, Bologna, Napoli e Roma già da oggi sarà disponibile il progetto di Confesercenti che prevede la mappatura e messa in rete di tutte le videocamere installate presso le attività commerciali delle quattro città sarà resa disponibile alle Forze dell’ordine. Sarà così possibile richiedere in tempi velocissimi la disponibilità dei filmati tramite le telecamere che circoscrivono l’evento criminoso. 
Inoltre Vivoli segnala che “Confesercenti, nell’ambito del protocollo sottoscritto con il Ministero degli Interni, realizzerà in via sperimentale, nelle quattro città, il progetto ‘Città più sicure’, per poi estenderlo via via a tutto il territorio. Un dono ‘molto interessato’ per il quale auspichiamo possa innescarsi un circolo virtuoso che favorisca lo stanziamento di contributi agevolati per la ‘messa in sicurezza’ delle imprese. Un dare e ricevere che creerà effetti benefici per economia e cittadini. Un ulteriore aspetto da porre al centro dell’agenda di politica economica riguarda l’impoverimento che le città stanno subendo a causa del dilagare dell’abusivismo commerciale e della chiusura di tantissime storiche botteghe commerciali”, ha concluso il numero uno di Confesercenti.