Reddito di cittadinanza, i licenziati Fca suoneranno la campana per i morti sul lavoro

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I due ex operai dello stabilimento Fca di Pomigliano d’Arco, da stanotte sul campanile della Chiesa del Carmine di Napoli, hanno annunciato che alle 19 cercheranno di far rintoccare a mano l’enorme campana dell’edificio sacro, in onore “dei morti sul lavoro e dei colleghi suicidi”. I due, licenziati da Fca nel 2014 insieme ad altri tre colleghi per aver inscenato il suicidio dell’allora Ad Sergio Marchionne, ricordano che la manifestazione che misero in scena, era dettata dal “momento di disperazione”.
“Solo pochi giorni prima – spiegano a telefono all’Ansa – una nostra collega, Maria Baratto, si era tolta la vita perché da troppi anni in cassa integrazione. Prima di lei si era ucciso un altro nostro collega, Peppe De Crescenzo. E noi eravamo in cig da anni, come loro”.
I due operai sottolineano di non aver avuto accesso al reddito di cittadinanza a causa del salario corrisposto da Fca dal 2016 al 2018, da quando, cioè, la corte d’Appello diede loro ragione reintegrandoli in fabbrica, a quando la Corte di Cassazione ribaltò la sentenza dando ragione all’azienda. Salari che comunque devono restituire all’azienda.
Nella piazza antistante il campanile, alcuni ex lavoratori di una società di San Vitaliano, e di un’altra di Napoli, insieme agli altri licenziati Fca, stanno effettuando un presidio sottolineando di essere “nelle stesse condizioni e di non poter accedere al reddito di cittadinanza, pur non avendo lavoro”.