Referendum autonomia, cosa cambia

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Roma, 23 ott. (AdnKronos) – Ha trionfato il sì al referendum sull’autonomia di Lombardia e Veneto. Ciò vuol dire che i cittadini delle due regioni italiane, esprimendosi a favore del quesito referendario, intendono chiedere più competenze al governo centrale e maggiore indipendenza fiscale. Tali condizioni sono infatti previste dall’articolo 116, terzo comma, della Costituzione, che riconosce alle Regioni a statuto ordinario la possibilità di accedere a condizioni differenziate di autonomia nel quadro dell’unità nazionale. Non si tratta, perciò, di una richiesta di indipendenza come quella oggetto del referendum catalano dell’1 ottobre scorso. In questo caso i governatori di Veneto e Lombardia, ottenuta la legittimazione popolare all’istanza autonomista, possono godere di maggiore potere negoziale durante la trattativa con lo Stato per richiedere più competenze e risorse per la propria regione.

COMPETENZE – Le competenze che possono essere richieste dalle Regioni in fase di trattativa spaziano dalla tutela della salute alla ricerca, dall’ambiente all’istruzione, dalla sicurezza del lavoro alla protezione civile, fino al coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario. Nel complesso l’autonomia potrà riguardare non solo le venti materie cosiddette “concorrenti”, soggette sia alle decisione dello Stato che delle istituzioni regionali, ma anche le tre materie di esclusiva competenza dello Stato e delle Regioni a Statuto speciale: pace e giustizia, istruzione e tutela ambientale.

RISORSE – A maggiori competenze potranno corrispondere anche maggiori risorse, in particolare per quanto riguarda il cosiddetto residuo fiscale, ovvero la differenza tra quanto i cittadini di una regione versano allo Stato e quanti soldi tornano nel territorio regionale attraverso investimenti e servizi. Ad esempio, attraverso l’autonomia la regione lombarda si propone di trattenere sul proprio territorio metà del residuo fiscale, circa 27 miliardi di euro. Il residuo fiscale della regione è di 54 miliardi di euro, di gran lunga il più alto d’Italia, seguito da quelli dell’Emilia-Romagna (19 miliardi) e del Veneto (15,5 miliardi).

TRATTATIVA – L’acquisizione dell’autonomia da parte di una Regione in specifiche materie di competenza prevede una procedura complessa e articolata. I governatori di Veneto e Lombardia dovranno presentare delle proposte per avviare una trattativa con il Governo sulle materie di loro interesse. L’autonomia potrà quindi essere attribuita ad una Regione su iniziativa della Regione stessa e con una legge dello Stato. “La legge – spiega l’articolo 116 della Costituzione – è approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti, sulla base di intesa fra lo Stato e la Regione interessata”.