Referendum, in circostanze simili alle attuali è meglio staccarsi dal branco e procedere da soli

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Per il referendum sulla riforma della giustizia è iniziato il conto alla rovescia. A fine della settimana prossima gli italiani dovranno esprimersi con un sì o con un no per quanto riguardo la riforma della giustizia. Quest’ ultima, secondo le osservazioni di quanti elaborano gli exit poll, oltre a rappresentare il casus belli è, senza dubbio, la stessa che uscirà malridotta dalla tempesta mediatica in atto. La stessa che ormai da mesi sta scuotendo gli italiani, bistrattata ovvero perdente, già prima dello spoglio delle schede. Quella che sarebbe dovuta essere una consultazione serena come anche la sua marcia di avvicinamento al dies ad quem, è diventata in breve un confronto partitico. Tale bailamme penalizza l’approccio dei cittadini del Bel Paese a notizie di particolare importanza. Volendo prendere solo una di tali news, la scoperta da parte dell’ENI nel mare prospiciente l’Angola di un giacimento di petrolio della portata di 500 milioni di barili di greggio, non è cosa da poco da diversi punti di vista. Il primo è la dimensione di quella scoperta, anche se essa è stata fatta in joint venture con la BP inglese.

Di pari passo procederà l’allentamento della dipendenza del Paese per quanto riguarda l’approvvigionamento di combustibili fossili provenienti dalla Russia e da altri stati compresi nell’ URSS fino al suo scioglimento. Ieri la Premier Meloni era in Africa, a Addis Abeba, dove è intervenuta all’assemblea dei Capi di Stato e di Governo della UA, Unione Africana. Il suo discorso è stato improntato fondamentalmente sulla collaborazione, che peraltro è prevista in crescita, non solo commerciale ma   anche tecnico scientifica, che consentirà a quelle realtà sociali di recuperare, almeno in parte, il divario che le tiene lontane dagli standard di altri continenti. L’occasione è servita per ritornare sul Piano Mattei, primo motore immobile di ogni altra iniziativa che la UE intraprenderà nei confronti di quei territori. L’Italia sta acquisendo, giorno dopo giorno, sempre maggior visibilità a livello internazionale e, con essa, autorevolezza. Un temibile vulnus è comunque in attesa di vanificare tale performance: l’opposizione dura, il più delle volte immotivata e non sarebbe un fatto nuovo se riuscisse a vanificare quanto appena descritto.

Oggi è ancora Carnevale che si congederà da questo mondo martedì prossimo, quello definito grasso. Il mercoledì seguente sarà  quello detto delle Ceneri, che darà inizio alla Quaresima, periodo penitenziale secondo la religione cattolica. È proprio quanto occorre agli italiani per concentrarsi sui problemi che li affliggono: tra essi anche quanto accennato nelle prime righe di quelle che precedono.