Referendum Macroregione del Sud: via libera della Consulta campana

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in foto l'Aula Siani, dove si riunisce il Consiglio regionale della Campania

La Consulta regionale della Campania, organo statutario dell’Ente, si e’ pronunciata, con parere non vincolante, in merito alla richiesta del referendum consultivo sulla autonomia e sulla macroregione del Sud. L’idea proposta dal capo della opposizione di centrodestra in Consiglio regionale e dal Comitato per la “Macroregione del Sud”. La Consulta ha dato via libera al quesito sulla Macroregione e sospeso la richiesta di autonomia e perequazione in quanto attivita’ simile e’ stata avviata dalla Giunta regionale. Il quesito, dunque, sulla unione delle Regioni e’ passato: “Volete voi che la Regione Campania stipuli con le altre Regioni dell’Italia meridionale continentale tutte le intese necessarie, ai sensi dell’articolo 117, ottavo comma, della Costituzione, per l’esercizio unitario, anche attraverso l’istituzione di organi comuni, delle funzioni di propria competenza?”. Per gli altri due c’e’ stata la sospensione. Il primo “Volete voi che la Regione Campania intraprenda tutte le iniziative istituzionali necessarie per ottenere dallo Stato l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 116, comma terzo, della Costituzione, in tutte le materie indicate dalla predetta disposizione?”, il secondo “Volete voi che, sulla base dei principi di sussidiarieta’ ed adeguatezza, le condizioni di autonomia della Regione Campania, siano rimodulate attraverso un piu’ incisivo esercizio dei poteri sostitutivi statali, al fine di garantire e tutelare la piena uguaglianza tra cittadini campani e cittadini residenti in altre Regioni, anche nell’erogazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali e dei livelli essenziali di assistenza, sia di raggiungere la definitiva perequazione infrastrutturale tra territorio regionale e quello nazionale?”. I rappresentanti del Comitato referendario hanno gia’ avviato le procedure per chiedere che “siano i cittadini a scegliere il loro futuro ed il percorso di autonomia, anche, in relazione ai primi due quesiti”.