Referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati: le ragioni del sì e quelle del no

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in foto Luigi Riello

di Claudio Quintano (*) e Antonio D’Amaro

CONTESTO E STATO ATTUALE

La riforma costituzionale, che introduce la separazione tra magistrati giudicanti (giudici) e requirenti (pubblici ministeri), è stata approvata dal Parlamento e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 ottobre 2025. Poiché non è stata approvata con la maggioranza qualificata dei due terzi dei membri di ciascuna Camera, la Costituzione prevede la possibilità di richiedere un referendum confermativo, come è avvenuto su richiesta di un quinto dei membri del Parlamento. 

L’Ufficio centrale per il referendum della Corte di Cassazione ha recentemente dichiarato la legittimità del quesito referendario, dando il via libera formale alla consultazione popolare. 

COME FUNZIONA IL REFERENDUM

Si tratta di un referendum costituzionale confermativo. A differenza dei referendum abrogativi, per questo tipo di consultazione non è richiesto un quorum di partecipazione (ovvero, la validità non dipende dal numero di votanti). La legge entra in vigore solo se approvata dalla maggioranza dei voti validi espressi. 

Il quesito referendario chiede agli elettori di approvare o respingere la modifica della Costituzione che sancisce la separazione delle carriere e la creazione di due Consigli Superiori della Magistratura distinti (uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri). 

 

MOTIVI PER APPOGGIARE I COMITATi PER IL NO E PER IL SI AL REFERENDUM SULLA RIFORMA COSTITUZIONALE DELLA GIUSTIZIA.

  • PRIMO: Quali sono i motivi per appoggiare i COMITATi PER IL NO AL REFERENDUM SULLA RIFORMA COSTITUZIONALE DELLA GIUSTIZIA.
  • SECONDO: quali sono i motivi per appoggiare i COMITATi PER IL SI AL REFERENDUM SULLA RIFORMA COSTITUZIONALE DELLA GIUSTIZIA

I comitati per il 

 e per il NO al referendum sulla riforma costituzionale della giustizia sostengono posizioni diametralmente opposte, basate su visioni differenti del sistema giudiziario italiano. 

  1. Motivi per appoggiare i Comitati per il NO

I sostenitori del NO, tra cui l’Associazione Nazionale Magistrati (ANM), ritengono che la riforma alteri l’assetto dei poteri disegnato dai Padri Costituenti e metta in pericolo l’autonomia e l’indipendenza della magistratura. 

Le argomentazioni principali includono:

  • Pericolo per l’indipendenza: La separazione delle carriere e la creazione di due CSM distinti (uno per i giudici, uno per i PM) esporrebbe maggiormente i pubblici ministeri all’influenza del potere esecutivo (Governo).
  • Lesione dell’unità della giurisdizione: Viene sottolineato il principio costituzionale dell’unità della giurisdizione, secondo cui tutti i magistrati sono parte di un unico ordine, garanzia di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge.
  • Imparzialità già garantita: Si sostiene che l’imparzialità del giudice sia già assicurata dalla sua posizione di terzietà nel processo e non dalla condivisione della carriera con i PM.
  • Rischio di giustizia “a due velocità”: La riforma potrebbe portare a un sistema in cui la legge non è uguale per tutti, con differenze nel trattamento dei procedimenti. 
  1. Motivi per appoggiare i Comitati per il SÌ

I sostenitori del SÌ, tra cui diverse associazioni forensi e partiti politici, vedono nella riforma un passo fondamentale per garantire un processo più equo e il rafforzamento del principio del “giusto processo”. 

Le argomentazioni principali includono:

  • Garantire la terzietà del giudice: La separazione netta tra chi indaga (PM) e chi giudica (giudice) è vista come essenziale per assicurare la massima imparzialità del giudice, che non deve avere alcun legame di carriera o formativo con l’accusa.
  • Rafforzamento delle garanzie per l’imputato: Una magistratura con carriere distinte offrirebbe maggiori garanzie per i diritti della difesa, ponendo accusa e difesa su un piano di maggiore parità.
  • Responsabilizzazione della funzione requirente: Avere un CSM dedicato ai PM permetterebbe una gestione più efficiente e specializzata della carriera dei pubblici ministeri, aumentandone la responsabilizzazione.
  • Risposta a un’esigenza di modernizzazione: La separazione delle carriere è vista come un adeguamento a standard presenti in molti altri ordinamenti europei e come una risposta a problematiche percepite nel funzionamento attuale della giustizia italiana. 

Stante le posizioni dI 

  • CIASCUN PARTITO (pd, lega, 5 Stelle, ecc.), della 
  • COMUNICAZIONE (repubblica, corriere della sera, il fatto quotidiano, il foglio, ecc.), dei 
  • SINDACATI DEI LAVORATORI (cgil cisl uil , autonomi,ecc.), degliI 
  • IMPRENDITORI (confindustria) – DEI SINDACATI PUBBLICI ED ORGANI DI MEDIAZIONE – 
  • IN PARTICOLARE SU QUALE POSIZIONE SI COLLOCA L’ALLEANZA ITALIANA PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE(ASviS) CHE OPERA NEL TERZO SETTORE, STRETTAMENTE ADERENTE ALLE POSIZIONI DELL’ONU?

Le posizioni sul referendum costituzionale della giustizia variano notevolmente tra i diversi attori politici, sociali e della stampa italiani e del terzo settore.

Posizioni dei Partiti Politici

  • Partito Democratico (PD): Sostiene ufficialmente il NO alla riforma. La linea del partito, sebbene con qualche voce interna discordante, è contraria alla separazione delle carriere, ritenendola lesiva dell’autonomia della magistratura.
  • Lega: Sostiene con forza il . La Lega è tra i principali promotori della riforma, considerandola necessaria per garantire la terzietà del giudice e un giusto processo.
  • Movimento 5 Stelle (M5S): Sostiene il NO. Si oppone fermamente alla riforma, vedendo in essa un tentativo di controllo politico sulla magistratura inquirente.
  • Altri Partiti: Fratelli d’Italia e Forza Italia, che fanno parte della maggioranza di governo, sono allineati sul 

Posizioni della Stampa

  • La Repubblica/Corriere della Sera: Tendono a offrire un’analisi equilibrata delle posizioni, con editorialisti che esprimono sia preoccupazioni (spesso vicine alle tesi del NO) sia argomentazioni a favore della riforma (più rare). Non hanno una posizione monolitica di testata.
  • Il Fatto Quotidiano: Ha una linea editoriale prevalentemente orientata per il NO. Dedica ampio spazio alle argomentazioni contro la riforma, evidenziando i rischi di politicizzazione della giustizia.
  • Il Foglio/Il Giornale: Hanno una linea editoriale marcatamente orientata per il . Sostengono la necessità di separare le carriere per garantire l’imparzialità dei giudici e limitare l’eccessivo potere dei pubblici ministeri. 

Posizioni dei Sindacati e Imprenditori

  • CGIL: Si mobilita per il NO, allineandosi alle posizioni dell’ANM e delle opposizioni politiche, per difendere l’unità della giurisdizione e l’autonomia della magistratura.
  • CISL/UIL: Hanno posizioni meno nette rispetto alla CGIL, ma tendenzialmente si orientano verso la cautela o il NO, pur mantenendo un dialogo aperto e non schierandosi in modo aggressivo.
  • Confindustria: Generalmente si mostra favorevole a riforme che puntino a una maggiore efficienza e celerità della giustizia, obiettivi che i sostenitori del SÌ associano alla separazione delle carriere. Non ha però preso una posizione ufficiale e perentoria sul quesito referendario specifico. 

Posizione dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) – Terzo Settore

L’ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile), in linea con gli obiettivi dell’ONU (in particolare l’Obiettivo 16: Pace, Giustizia e Istituzioni Solide), non ha espresso una posizione netta di SÌ o NO al referendum.

La sua posizione si sedimenta sul piano dei principi:

  • L’ASviS promuove la creazione di “organismi efficienti, responsabili e inclusivi a tutti i livelli” e l’accesso alla giustizia per tutti, ponendo la giustizia come chiave di volta per la sostenibilità.
  • L’Alleanza si concentra sulla necessità di un sistema giudiziario che funzioni efficacemente per garantire lo sviluppo sostenibile, indipendentemente dalla specifica architettura costituzionale, purché vengano rispettati i valori fondanti della Costituzione e gli impegni globali.
  • Il loro ruolo è quello di stimolare un dibattito culturale e politico basato su dati ed evidenze scientifiche, non di schierarsi in modo partitico per una delle due opzioni referendarie. 

Di seguito, una seconda interlocuzione integrativa delle posizioni dei comitati e delle relative affiliazioni:

Comitati a favore del “Sì” (Separazione delle Carriere) 

I sostenitori del “Sì” ritengono che la separazione delle carriere tra giudici (magistratura giudicante) e pubblici ministeri (magistratura requirente) sia fondamentale per garantire l’imparzialità della giustizia e rafforzare il principio del “terzo” giudice, superando l’attuale sistema di “carriera unica” che a loro dire esporrebbe i magistrati a potenziali conflitti di interesse o condizionamenti. 

Principali sostenitori e comitati:

  • Unione delle Camere Penali Italiane (UCPI): Storicamente in prima linea per questa riforma, l’UCPI ha presentato un suo comitato per il Sì, presieduto dall’avvocato Francesco Petrelli.
  • Comitato per il Sì (generale): Include vari esponenti della politica, dell’avvocatura e della società civile. Tra i promotori ci sono stati anche nomi come Marcello Pera e Michele Ainis.
  • Movimento Forense: Associazione di avvocati che ha espresso un chiaro “Sì” al referendum.
  • Partiti politici: La maggioranza dei partiti di centrodestra (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia) sostiene con forza la riforma. 

Comitati a favore del “No” (Mantenimento dell’Unità della Carriera)

I sostenitori del “No” sono contrari alla riforma, sostenendo che l’unità della magistratura sia una garanzia di autonomia e indipendenza dall’esecutivo (il Governo). Temono che la separazione possa portare a una subordinazione dei pubblici ministeri al potere politico, con conseguenze negative sull’azione penale. 

Principali Sostenitori e Comitati:

  • Associazione Nazionale Magistrati (ANM): L’organo di rappresentanza dei magistrati italiani si è schierato compattamente per il “No”, ritenendo la riforma un attacco all’autonomia della magistratura.
  • Comitati di giuristi e costituzionalisti: Diversi accademici e giuristi, tra cui nomi noti come Gustavo Zagrebelsky, si sono espressi contro la riforma.
  • Partiti politici: La maggioranza dei partiti di centrosinistra e del Movimento 5 Stelle si è opposta alla riforma, vedendola come un tentativo di politicizzare la giustizia. 

Posizione dei Quotidiani con i quali collabora l’Autore

  • ilSussidiario.net: Ha coperto le diverse sfaccettature della riforma, pubblicando articoli che approfondiscono sia il retaggio storico che i possibili impatti, dando voce a entrambe le posizioni.
  • ildenaro.it: Ha riportato notizie sulle iniziative a favore del “Sì”, come l’avvio della campagna referendaria in alcune aree d’Italia. 

Entrambi i quotidiani offrono prospettive plurali sul dibattito in corso.

 (*) prof. Emerito di Statistica Economica che interloquisce con l’IA di Gemini (GOOGLE)  assieme ad Antonio D’Amaro, Studente alla New York University, Stern School of Business – Incoming Investment Banking Leveraged Finance Analyst presso la Sociètè Generale, New York  c/o blog de ildenaro.it “Esperienze cognitive dall’albero della vita di Claudio Quintano”. Il prof  Quintano ha aderito al Comitato per il NO al Referendum sulla separazione delle carriere del dott. Luigi Riello, già Procuratore Generale presso la Corte d’appello di Napoli

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