Reggia Caserta, Furlan: Non condivisibile quanto accaduto

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“E’ sbagliato e controproducente far confliggere l’interesse generale con le forme di lotta sindacale. Quello che e’ successo alla Reggia di Caserta e’ una cosa assolutamente incomprensibile e non condivisibile da nessun punto di vista». E’ quanto sostiene la leader della Cisl Annamaria Furlan in un’ intervista oggi sul Quotidiano Nazionale. “Il documento contro il direttore Felicori e’ stato immediatamente bocciato dalla Cisl Funzione pubblica di Caserta che lo ha definito insensato”, sottolinea la Furlan. “Al direttore ed ai lavoratori va riconosciuto piuttosto di aver realizzato risultati straordinari. Hanno quasi raddoppiato introiti e visitatori. La Cisl ha un’alta rappresentativita’ fra il personale della Reggia di Caserta ed ha subito dichiarato la disponibilita’ a confrontarsi sull’organizzazione del lavoro e sugli orari per dare il massimo. Puntare sulla contrattazione e la produttivita’ e’ il modo per salvaguardare l’immenso patrimonio artistico e culturale. Ma vanno anche recuperati i ritardi e gli investimenti”. Furlan ricorda che anche nel sito di Pompei la Cisl ha assunto alcuni mesi fa una posizione contraria alla chiusura del sito per un’assemblea. “Non abbiamo dato giustificazioni, anzi abbiamo sospeso il nostro delegato. Perché e’ sbagliato e controproducente far configgere l’interesse generale con le forme di lotta sindacale. Ho conosciuto tanti lavoratori che per supplire a carenze organizzative in molti siti culturali hanno usato le loro risorse: si sono autotassati per aggiustare strumentazioni rotte o hanno offerto gratuitamente ore in piu’ di lavoro. Nella pubblica amministrazione ci sono tanti esempi positivi che purtroppo non fanno notizia. La verita’ e’ che abbiamo bisogno di riconoscere la partecipazione come valore invece di prendere ad esempio solo elementi di conflittualita’. Il problema e’ che davanti a una forza lavoro ed ad un sindacato come la Cisl che dimostrano assoluta disponibilita’ per rilanciare questo settore vitale nell’economia italiana, dobbiamo vedere un Governo che si impegna. Servono investimenti adeguati, sia in termini contrattuali che strumentali. Occorre rinnovare il contratto di lavoro del pubblico impiego e prevedere anche la contrattazione aziendale decentrata e’ fondamentale. Cosi’ si organizza meglio il lavoro, con la fruibilita’ degli orari e dei servizi e si combattono gli sprechi”.