Reggia di Caserta, ecco il nuovo piano di organizzazione del lavoro

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A tre mesi dall’insediamento, e a pochi giorni dalla prima visita del premier Renzi prevista per sabato prossimo, il direttore della Reggia di Caserta, Mauro Felicori, si appresta a presentare ai sindacati il nuovo piano di organizzazione del lavoro, primo vero banco di prova per il manager bolognese, accusato in questi mesi di “immobilismo” dai rappresentanti dei lavoratori. Domani le parti si incontreranno, poi i lavoratori discuteranno del piano nell’assemblea convocata per giovedì 14 gennaio, giorno nel quale, però, dovranno comunque garantire, come disposto dal direttore regionale dei Beni Culturali Gregorio Angelini, il 30% delle presenze nei vari turni di lavori per assicurare l’apertura del sito reale. “Il Museo Reggia voluto dalla riforma Franceschini non è ancora partito – dice il coordinatore della Ugl-Federazione Intesa, Carmine Egizio – il nuovo cda si è riunito, ma solo informalmente, prima di Natale; così alla Reggia continua a non farsi manutenzione in quanto i contratti scaduti nei mesi scorsi non sono stati rinnovati”. L’ultimo problema dovuto alla mancanza di manutenzione è la caduta dell’intonaco nei bagni del Giardino Inglese, che da ieri sono chiusi; anche nel resto dell’esteso Parco Reale i servizi igienici non funzionano, sono attivi solo quelli nei pressi dell’ingresso principale. Å caos intanto tra i visitatori – questa mattina ci sono state parecchie lamentele al varco di via Giannone – per la questione degli abbonamenti, scaduti a fine 2015, e su cui il direttore Felicori non ha ancora preso alcuna decisione, cioè se aumentarne l’importo come richiesto dagli stessi sindacati, o tenerlo invariato a 10 euro, somma considerata troppo esigua dalle sigle dei lavoratori; sta così accadendo che i possessori degli abbonamenti 2015 entrano gratis, mentre chi non ce l’ha è costretto a pagare il biglietto unico pari a 12 euro. L’ipotesi allo studio è di dividere i tagliandi per le visite al Parco Reale e agli Appartamenti Storici, facendo pagare 5 euro per il Parco, e 10 euro per le stanze, e di aumentare l’abbonamento; qualcuno vorrebbe portarlo fino a 50 euro, ma il direttore sta prendendo tempo.