Regionali in Campania Conto alla rovescia

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A cura di Pietro Funaro Il potere logora chi non ce l’ha: così sentenziò il grande statista italiano Giulio Andreotti. Un politico con la P maiuscola come ormai non ne A cura di Pietro Funaro Il potere logora chi non ce l’ha: così sentenziò il grande statista italiano Giulio Andreotti. Un politico con la P maiuscola come ormai non ne esistono più in questa Italietta governata da giovani rampanti molto chiacchieroni ed altrettanto molto inconcludenti. Ed in ossequio a questo assunto chi ha il potere lo eserciterà fino in fondo per garantirsi la rielezione nelle prossime consultazioni regionali ormai quasi alle porte. Pochi mesi ed i campani torneranno alle urne. Ma il dibattito fra le forze politiche non langue ed ogni giorno spuntano pretendenti al trono di governatore della nostra non certo fortunata Campania. L’uscente, Stefano Caldoro, sembra godere dell’appoggio incondizionato del suo partito Forza Italia anche se in una recente dichiarazione ha sostenuto che lui crede più negli elettori che nei partiti, fatto salvo, però, il suo Nuovo Psi creatura da lui inventata anni fa ed i cui dirigenti sono piazzati con lauti stipendi nella sua segreteria personale della Regione. Seppur controllato a vista dal Capo di Gabinetto Danilo Del Gaizo, fedelissimo dell’ex grande ( sic! ) ministro Renato Brunetta (come è noto amatissimo dai dipendenti pubblici), Caldoro, chiuso nel suo bunker di S.Lucia dove riceve solo chi gli aggrada, ha saputo tessere rapporti con singoli consiglieri di diverse forze politiche sia di maggioranza che di opposizione elargendo piccoli pezzi di quel famoso potere andreottiano legandoli ad personam. Ma, c’è un ma grande quanto una casa, una larga frangia di forzisti, capeggiati dal sen. Enzo D’Anna annuncia liste autonome e non da per scontato l’appoggio al candidato scelto dal cerchio magico berlusconiano. D’altronde il senatore azzurro D’Anna sa bene che alle prossime elezioni parlamentari il suo nome sarà cancellato a viva forza dal berlusca in persona vista la contrapposizione nata in occasione dell’abolizione del Senato voluta da Renzi e frutto del patto del Nazareno. Problemi, forse anche più grossi, nel centrosinistra. Il sindaco di Salerno affila le armi e fa trapelare, sia pure sottovoce, la sua candidatura sostenuta da liste civiche. Ma sono già almeno altri tre gli aspiranti alla nomination, in primis l’europarlamentare Cozzolino. Nel Partito Democratico si intrecciano e si sciolgono nell’arco di pochi giorni alleanze interne per sostenere questo o quello ma tutti temono che sarà l’enfant prodige del momento Matteo il fiorentino a calare dall’alto il nome del candidato presidente. Non solo. Corre voce che nel nome della rottamazione renziana molti uscenti non saranno ricandidati. Insomma grandi affanni dei politici chissà invece che fine faranno i mille problemi che ancora gravano sulle spalle dei cittadini.