Regione, De Luca inaugura il pronto soccorso di Aversa e annuncia: presto 2800 assunzioni in Sanità

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“Credo che complessivamente arriveremo a 2800 nuovi assunti nella sanità, e personale verrà assegnato anche all’Asl di Caserta. Faremo i concorsi per non fare porcherie clientelari; i primari non cerchino più padrini politici, ma pensino solo alle loro competenze, che saranno considerate. Non ci saranno inoltre aggiramenti delle procedure tramite lavoratori interinali, che poi non si sa da dove vengono e che creano altre situazione di precariato”. Lo ha detto all’ospedale Moscati di Aversa il Governatore Vincenzo De Luca. “E’ evidente – ha aggiunto – che abbiamo bisogno di personale, negli ultimi cinque abbiamo perduto in Campania, nella sanità pubblica, 12 mila dipendenti – ha proseguito – per cui oggi abbiamo qualche affanno, ma se dobbiamo uscire dal commissariamento nessuno immagini di fare quello che vuole. Abbiamo dei vincoli posti dal Ministero dell’Economia e dobbiamo rispettarli, altrimenti resteremo commissariati nei secoli dei secoli. E’ arrivato il momento di diventare una regione normale, perché in Campania non c’è una cosa normale”.
Ad Aversa il governatore ha inaugurato il pronto soccorso dell’ospedale, il secondo in Campania per accessi in un anno dopo il Cardarelli di Napoli. All’iniziativa erano presenti il direttore generale dell’Asl di Caserta Mario De Biasio, l’europarlamentare del Pd Nicola Caputo e il consigliere regionale, nonché presidente del partito democratico campano, Stefano Graziano. “Questa nuova struttura assomiglia ad una struttura di Stoccolma” ha detto De Luca. “Nell’ultimo anno e mezzo – ha proseguito – abbiamo aperto i nuovi reparti di Pronto Soccorso all’ospedale Nuovo Pellegrini, a quello di Frattamaggiore, Giugliano, Pozzuoli, quello ortopedico del Cto, e tra un mese e mezzo avremo anche il Pronto Soccorso generale. Ciò serve a liberare il Cardarelli dalla valanga di arrivi che lo intasava. Non bastano però i pronto soccorsi, c’è urgenza di una rete di medicina territoriale che oggi è quasi assente; il 70% delle prestazioni che facciamo nei pronto soccorsi possono essere erogate nei presidi sanitari di distretti, penso ai poliambulatori”.