Regione, è legge l’Ente idrico campano: bagarre in Consiglio

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E’ legge l’istituzione dell’Ente Idrico Campano (Eic). La norma e’ passata con i voti del centrosinistra al termine di una mattinata di bagarre al Consiglio regionale. La votazione e’ avvenuta fra le urla dei consiglieri del M5S e dei rappresentanti dei comitati per l’acqua pubblica che assieme chiedevano a gran voce il rispetto dell’esito della consultazione referendaria. Ancora ora e’ in corso l’occupazione dell’Aula. I pentastellati hanno ribadito il loro ‘no’ alla norma che e’ “fotocopia di quella presentata nella scorsa Legislatura dal centrodestra” di Caldoro. “Vergogna, state approvando una legge truffa” che non e’ nell’interesse dei cittadini. Cosi’ urla Maria Muscara’ dai banchi della presidenza evidenziando che il disegno di legge – a firma del presidente Vincenzo De Luca e del suo vice con delega all’Ambiente, Fulvio Bonavitacola – e’ utile per salvare la Gori (societa’ che ha in gestione la fornitura idrica integrata di 76 Comuni, ndr). All’Eic devono partecipare “obbligatoriamente” tutti i comuni della regione. All’ente spetta predisporre, adottare e aggiornare il Piano d’Ambito, individuare il soggetto gestore del servizio idrico integrato in ogni Ambito distrettuale, predisporre e approvare le convenzioni con i gestori e relativi disciplinari. Nell’attivita’ dell’Eic e’ previsto l’esercizio associato delle funzioni pubbliche mediante l’Ambito Territoriale Ottimale (ATO) suddiviso in Ambiti distrettuali (Napoli, Sarnese-Vesuviano, Sele, Caserta, Calore-Irpino). Da statuto e’ prevista la presenza del Comitato Consultivo garante della partecipazione dei cittadini ai processi decisionali dell’ente.