Regione, il M5s con l’hashtag “SfiduciamoDeLuca”: voteranno col centrodestra

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Un hashtag ad hoc per invitare a sfiduciare il governatore della Campania Vincenzo De Luca. A coniarlo è il M5s che, sul blog di Beppe Grillo, ricostruisce anche le disavventure giudiziarie del governatore della Campania tra cui quella che ha portato alla presentazione di una mozione di sfiducia prevista dall’art.52 dello statuto regionale. A dire il vero, quella che domani i consiglieri regionali sono invitati a votare (pur nella consapevolezza che la maggioranza ha i numeri per respingerla) non è stata presentata dai pentastellati, ma da Forza Italia. Lo scenario è pressocché unico, con le due opposizioni del parlamentino campano per la prima (e forse unica) volta unite contro il presidente eletto il 1 giugno 2015. A monte della mozione di sfiducia il cosiddetto “caso Mastursi” (dal nome dell’ex braccio destro ed ex capo staff in Regione di De Luca) dimessosi perché al centro di un’inchiesta della procura partenopea resa nota il 10 novembre 2015. Solo due giorni dopo, il 12 novembre, il gruppo di sette consiglieri del Movimento 5 Stelle guidati da Valeria Ciarambino, una mozione di sfiducia nei confronti del presidente De Luca chiedendo all’opposizione di centrodestra di firmarla. Lo statuto prevede, infatti, che la mozione sia sottoscritta “da almeno un quinto dei componenti”, ovvero 10 consiglieri su 50. Ma, pur condividendo l’interesse a sfiduciare il governatore, Fi e il suo capogruppo Armando Cesaro, preferirono aspettare seguendo una linea politica precisa: avanzare una propria mozione di sfiducia e non sottoscrivere quella dei pentastellati. Presentata e protocollata il 14 gennaio scorso, la mozione di sfiducia di Fi è stata subito appoggiata dall’opposizione del M5s.

Sul blog di Grillo la capogruppo Ciarambino elenca tutti i procedimenti giudiziari in cui è incappato Vincenzo De Luca, quasi tutte legate al suo ruolo di sindaco di Salerno (a partire dal processo sul termovalorizzatore di Salerno – ora in fase di appello – per il quale è stato condannato a un anno per abuso d’ufficio, pena sospesa, da cui l’applicazione della legge Severino scattata all’indomani della sua elezione a presidente della Campania). Le due mozioni hanno un’impostazione diversa. Per i pentastellati le vicende giudiziarie in cui è coinvolto De Luca sono il presupposto essenziale per chiederne la sfiducia. Per i forzisti la questione è più politica. La seduta di domani del Consiglio regionale della Campania è l’occasione per Ciarambino di richiamare quella che definisce “una situazione scandalosa a causa del presidente Vincenzo De Luca, un condannato in primo grado, plurindagato e rinviato a giudizio per reati che riguardano proprio le sue discutibilissime modalità di amministrare la cosa pubblica. Colleziona condanne, rinvii a giudizio e indagini come fossero medaglie”. “È notizia di ieri – sottolinea la consigliera pentastellata – l’ennesima indagine che lo riguarda per falso in atto pubblico, per un incremento di costi per 8 milioni nei lavori di piazza della Libertà, secondo i pm non giustificato”. Resta il fatto che la mozione, da chiunque sia stata presentata, non avrà conseguenze concrete sulla giunta regionale. Per passare (il che comporta l’obbligo di dimissioni da parte della giunta) la mozione dovrebbe essere approvata “per appello nominale con voto palese a maggioranza assoluta del Consiglio regionale”. Ma su questo Pd e alleati di centrosinistra hanno i numeri per respingerla.