Regione, sede del consiglio semideserta: il 4 Commissione Trasporti

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Semideserti questa mattina gli uffici del consiglio regionale della Campania, all’isola F13 del centro direzionale di Napoli. I lavori ripartiranno ufficialmente il prossimo 15 settembre ma gli uffici hanno riaperto i battenti già a partire dallo scorso 24 agosto. Non si vede il consueto “via vai” di consiglieri e collaboratori che, chiusi per l’intera giornata nelle rispettive stanze, si fanno vedere tra i corridoi del palazzo soltanto per la pausa pranzo. Intanto, è già fissata in calendario per venerdì 4 settembre la prima riunione della Quarta Commissione Trasporti, presieduta dal consigliere regionale Luca Cascone del gruppo “De Luca Presidente in Rete”, che anche in piena estate ha lanciato attacchi al vetriolo contro l’ex presidente della giunta e capo dell’opposizione Stefano Caldoro, considerato dall’attuale assessore alla Mobilità del Comune di Salerno come “il responsabile del disastro dei trasporti in Campania”. All’inizio della prossima settimana, invece, si riunirà la Prima Commissione Affari Istituzionali, presieduta da Alfonso Piscitelli di “De Luca Presidente in Rete”. Sul tavolo il nuovo regolamento del consiglio regionale, di cui lo stesso Piscitelli ha già completato la bozza. “Siamo in anticipo rispetto alle tempistiche ordinarie”, commenta l’ex sindaco di Santa Maria a Vico, nel casertano. Dopo un eventuale – e probabile – ok da parte della Commissione Affari Istituzionali, il nuovo regolamento sarà sottoposto al voto del consiglio regionale. Ad ogni modo, la convocazione dell’assise non arriverà prima della seconda metà di settembre. Tra i nodi da sciogliere, c’è in primis il principio del bipolarismo, che prevede, ad esempio, che sia designato un capo dell’opposizione. A differenza delle precedenti consiliature, il presidente della giunta dovrà vedersela con due diverse minoranze, quella di centrodestra capeggiata da Stefano Caldoro e quella di Valeria Ciarambino e degli altri sei consiglieri eletti in quota Movimento Cinque Stelle. Proprio a causa di un regolamento “bipolare” a detta di Pd e M5S, i pentastellati non hanno rappresentanti nell’ufficio di Presidenza.