Regione, via libera alla Legge di semplificazione

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in foto Bruno Discepolo, assessore all'Urbanistica e Governo del Territorio

Il Consiglio, presieduto, prima, dal vice presidente vicario Tommaso Casillo, e, poi, dal vice presidente Ermanno Russo, ha approvato con 28 voti favorevoli, 11 contrari e 7 non votanti, la Legge annuale di semplificazione 2018, introdotta all’esame dell’Aula dal presidente della IV Commissione, Luca Cascone.
L’esponente di “De Luca Presidente” ha presentato emendamenti, approvati dall’Aula, per stralciare, a seguito delle accuse delle opposizioni e dei movimenti ambientalisti, e destinare le norme previste dal disegno di legge in materia di governo del territorio – precisamente quelle relative al procedimento per la definizione del Piano paesaggistico, alla riqualificazione del patrimonio esistente sulla base del cosiddetto Piano casa e alle modifiche al Put dell’area sorrentino amalfitana – “ad un provvedimento organico che disciplini l’intera materia, nel pieno confronto con i territori, gli amministratori e con le forze politiche al fine di approvare un testo che affronti questa delicata materia, la quale necessita di un intervento complessivo di riforma per la valorizzazione del territorio e per la piena tutela dell’ambiente”.
“Su queste norme ci sono stati giudizi frettolosi e non è vero che si tratti di un condono mascherato e sfido chiunque a trovare norme in questo senso. C’erano ipotesi di procedimenti e di autorizzazioni che si possono condividere o meno, ma niente a che fare coni condoni. Procederemo ad un ulteriore lavoro convocando tavoli di confronto, innanzitutto con le forze presenti in Consiglio e con gli operatori, gli amministratori locali, gli stakeholder, per esaminare le norme sul governo del territorio in maniera organica e nell’ottica della tutela delle aree di pregio e di valorizzazione dei territori, portando avanti un disegno riformatore in questo importante settore, un lavoro al quale invitiamo tutte le forze politiche a dare il proprio contributo” ha sottolineato l’assessore regionale all’urbanistica e governo del territorio, Bruno Discepolo.
Si è aperto, così, un ampio ed intenso dibattito in Consiglio regionale, che ha visto la partecipazione dei consiglieri di tutte le forze politiche, tra cui Pasquale Sommese, Alfonso Longobardi, Flora Beneduce, Maria Muscarà, Gianpiero Zinzi, Vincenzo Viglione, Tommaso Malerba, Maria Grazia Di Scala, Vincenza Amato, Francesco Emilio Borrelli, Stefano Caldoro, Gennaro Oliviero.
A concludere il dibattito, il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca: “Abbiamo decine di Comuni in cui non si può muovere una foglia, io sono contro la ‘mummificazione’ dei territori – ha sottolineato – è stato compiuto un atto di apertura e di disponibilità ai contributi di tutte le forze politiche, ascolteremo i territori, gli amministratori locali, ma non si andrà oltre settembre perché si deve andare avanti e decidere, se necessario, anche con voto di fiducia. L’auspicio è che si giunga ad un testo di legge approvato da tutte le forze politiche, in caso contrario si procederà a maggioranza”.
Il disegno di legge prevede procedure semplificate per i lavori pubblici di interesse strategico regionale, ovvero per i progetti finanziati, anche solo parzialmente, con fondi europei e/o fondi strutturali; volti a superare procedure di infrazione e/o procedure esecutive di condanne da parte della Corte di Giustizia dell’Unione Europea per violazione della normativa europea; definiti strategici dal Documento di economia e finanza regionale). Su questo tema, il presidente De Luca ha sottolineato che “non ci saranno misure tali da dover imporre ai territori scelte esterne. Non considero risolutivo il fatto che si possa decidere che un’opera è strategica ma per respingere ideologismi idioti e irresponsabili” ha sottolineato il Presidente della Regione replicando alle accuse dei 5 stelle secondo i quali tale norma implicherebbe la possibilità per la Regione di realizzare inceneritori sui territori. Sulla tematica ambientale, De Luca ha ricordato che “il governo regionale ha cambiato il precedente piano rifiuti, non per motivi ideologici, cancellando i tre inceneritori previsti e puntando sulla raccolta differenziata al 60% e sulla realizzazione degli impianti di compostaggio per la lavorazione dell’umido, che sono un vanto nella gestione dei rifiuti.
Sono, inoltre, previste, norme per la semplificazione nel settore dei trasporti, con le quali si stabilisce, tra l’altro, che la Regione individua il Consorzio Unico Campania quale ente gestore dell’integrazione tariffaria regionale e delle agevolazioni tariffarie, assicurando la partecipazione a tutte le Aziende operanti nel Trasporto Pubblico Locale della Regione, disposizioni di semplificazione in materia di Sportello Unico Regionale per le Attività Produttive ed in materia di collaudo degli impianti di distribuzione carburante, per il sostegno di nuove iniziative imprenditoriali e per lo sviluppo economico.
Inoltre, il ddl semplifica la normativa regionale in materia di cultura e turismo nonché per sostenere lo sviluppo e l’insediamento di nuove imprese sule territorio regionale e razionalizzare ulteriormente la spesa pubblica regionale.
In particolare, il ddl interviene sulla disciplina delle attività regionali di promozione dello spettacolo, attraverso modifiche alla legge regionale 15 giugno 2007 n. 6, con interventi volti a rendere omogenee le definizioni inerenti alle attività degli esercizi teatrali, garantire sostegno e continuità agli esercizi teatrali che operano in aree disagiate e a rischio sociale, mediante riduzione del limite minimo delle recite da effettuare all’interno della struttura, a definire modalità di ammissione, assegnazione ed eventuale rideterminazione e revoca dei contributi concessi.
Inoltre, in materia di attività professionali turistiche, adeguandosi alla legislazione nazionale, il ddl prevede la validità su tutto il territorio nazionale dell’abilitazione all’esercizio dell’attività di guida turistica.
Allo scopo di garantire l’efficace attuazione delle disposizioni in materia di Zone Economiche Speciali (ZES), previste dall’art. 4 del D.L. 20 giugno 2017 n. 91, recante Disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno, il ddl prevede che la Regione Campania, con successivi provvedimenti anche di natura normativa, adotta le misure di liberalizzazione e di semplificazione volte a snellire i procedimenti amministrativi nelle materie di propria competenza e ad individuare meccanismi di monitoraggio e di controllo a garanzia della rapida attuazione degli interventi e della tempestiva realizzazione degli investimenti nelle aree Zes. E’ previsto, altresì, che la Regione Campania garantisce, nel rispetto dei vincoli di bilancio, la massima riduzione degli oneri istruttori previsti nell’ambito delle iniziative ricadenti nelle aree Zes, nonché la individuazione di maggiori livelli di contribuzione fino ad un massimo del cento per cento del valore dovuto dell’imposta regionale sulle attività produttive.