Regno Unito, con Edoardo Ferrario la comicità romana conquista la Bbc

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Edoardo Ferrario è uno dei personaggi più amati del momento, con la sua comicità unica, che riesce a declinare in mille modi diversi, grazie a spettacoli dal vivo, in radio, tv e su diverse piattaforme di stand-up comedy. Romano, classe ’87, ha da poco concluso la sua esperienza su Rai Play con lo show satirico “Paese Reale”. Ed è stato il primo italiano ad avere un suo show su Netflix. Non è finita: nei giorni scorsi è sbarcato sulla BBC protagonista dello show radiofonico “The Arts Hour on Tour in Rome” (in replica questa mattina alle 11.05) su BBC World Service, canale che ha una media giornaliera di 97 milioni di ascoltatori. Lo show racconta come gli artisti romani stanno vivendo la pandemia. “Cerco di descrivere la ‘dimensione romana’ del virus, tra cinismo e disillusione, tipica della città. Per noi romani, il Covid sembra quasi un’imposizione dall’alto, venuta da chissà quale autorità. E poi descrivo come un italiano viene visto all’estero: chiassoso, caciarone, ma sempre pronto a socializzare. I miei personaggi nascono dall’osservazione. Mi piace molto ascoltare i dialoghi delle persone e coglierne le caratteristiche, ad esempio al bar o al ristorante. Un modo per non socializzare all’estero con un italiano? Non ho dubbi, quello di fingersi francese”.

Edoardo è l’uomo dei primati: primo stand-up comedian italiano ad avere uno suo show su Netflix: “È stata una grande soddisfazione. Ero felice come un bambino. Sono cresciuto con Netflix e mai avrei immaginato di essere il primo artista italiano ad avere quello spazio. Una delle cose più belle di questa esperienza è stata che ho potuto confrontarmi con una platea di pubblico mondiale”. Da poco ha concluso anche l’esperienza su Rai Play con lo show “Paese Reale”: “L’idea è nata durante il lockdown di marzo-aprile. Notavo che tutti i talk show di quel periodo finivano per parlare inevitabilmente del virus. Ci sono dei talk che trasformano il salotto televisivo in un palcoscenico, dove gli ospiti possono tirare fuori il loro ego smisurato, fino a quando le opinioni non oscurano completamente il fatto, la notizia. A me, poi, questa parola, ‘paese reale’, ha sempre fatto molta paura: la nominano sempre tutti, forse per far vedere di essere al fianco della gente comune. Ma non è così: in fondo, questa espressione rappresenta l’ennesimo tic di cui soffre l’informazione italiana”.