Una lingua nata dalla fantasia letteraria di J.R.R. Tolkien può diventare materia per la musica. È la sfida di Pierpaolo Battista, musicista, compositore e docente abruzzese originario della Marsica, che a settembre porterà a Oxford un progetto dedicato al Quenya, una delle lingue elfiche create dall’autore de Il Signore degli Anelli.
Battista sarà protagonista di Oxonmoot 2026, l’incontro internazionale organizzato dalla Tolkien Society per studiare e celebrare l’opera, le lingue e l’universo letterario di Tolkien. Parteciperà come speaker e performer: il suo intervento è fissato per il 6 settembre e si intitola “Il Quenya come strumento di rivelazione narrativa” (“Quenya as an Instrument of Narrative Revelation”).
Al centro della ricerca c’è l’incontro fra tre dimensioni: linguaggio, musica e mito. Il Quenya diventa così non soltanto un oggetto di studio linguistico e letterario, ma anche uno strumento attraverso cui costruire ed esprimere una narrazione musicale.
Durante l’incontro oxoniense, Battista presenterà infatti un lavoro che unisce traduzione e composizione musicale in Quenya, nato dall’intreccio tra la sua attività artistica e lo studio dell’opera linguistica e letteraria di Tolkien.
Il progetto troverà poi una conclusione sul piano performativo: a chiudere l’intervento sarà l’esecuzione dal vivo di un brano composto dallo stesso Battista.






































