Regno Unito, Luciano Floridi da Oxford a Bologna: lo studioso di fama mondiale torna in Italia

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Il Dipartimento di Scienze Giuridiche e il Consiglio di Amministrazione dell’Alma Mater hanno approvato la chiamata dall’estero del professor Luciano Floridi, studioso di fama mondiale, esperto di filosofia ed etica dell’informazione. I vertici dell’Ateneo e il Ministro dell’Università e Ricerca Gaetano Manfredi hanno dato venerdì scorso, in videoconferenza, il loro benvenuto al professore. Parlare di digitalizzazione e di sostenibilità ambientale, e soprattutto farlo in modo chiaro e sistematico, in chiave multidisciplinare e con lo sguardo rivolto al futuro: queste sono le sfide che accompagnano il rientro di Floridi. Autorevole punto di riferimento internazionale negli studi sulle implicazioni etiche, sociologiche e normative delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale, il professor Floridi si occuperà, in Ateneo, di molteplici tematiche in chiave interdisciplinare, come il rapporto tra etica, diritto, big data, intelligenza artificiale, e social media. Il rientro in Italia del professor Floridi segna il punto di inizio di una nuova sfida per l’intera comunità scientifica. “L’Italia ha straordinarie opportunità. Non siamo solamente un fanalino di coda nel tema del digitale, ma abbiamo anche grandi potenzialità. Se mettiamo a sistema le nostre risorse, la grande frammentazione e l’individualismo allora si compete a livello europeo per fondi e attrattività”. Un’attrattività che guarda non ad una logica di fuga-rientro di cervelli, ma ad una circolazione di essi, ad un libero movimento di talenti, di sapere scientifico a livello internazionale. Un modo di concepire la ricerca che integri i saperi fra di loro, che mescoli teoria e metodo per guardare alle nuove sfide globali in chiave propositiva, competitiva e rivolta al futuro. “Venire a Bologna, ricollegare le attività che già svolgo a quelle delle colleghe e dei colleghi bolognesi, anche grazie al centro Alma AI, questo vuol dire fare del verde in blu: delle tecnologie digitali e della sostenibilità ambientale, di quello che vogliamo essere tra dieci anni. Questo è fondamentale”.

Di Europa, della sua mobilità interna e del grande network di cervelli che si è venuto a creare, formato dall’intera comunità scientifica universitaria, hanno parlato nel loro intervento il professore Floridi e il ministro Manfredi. In seguito alla pandemia causata dal Covid-19, questa stessa idea di libera circolazione di sapere ha subito una brusca battuta di arresto, andando a indebolire il programma universitario europeo Erasmus, da sempre considerato una preziosa risorsa di scambio sociale e culturale di grande importanza. Una preziosa forma di capitale sociale per l’Università, ha spiegato il nuovo docente dell’Alma Mater, che ha sottolineato: “Serve una mobilità rinforzata, di ricercatrici e ricercatori che vengono e partono. Un principio di vasi comunicanti”. Una circolarità continua come risorsa fondamentale non solo per l’Italia, ma per tutta l’Europa, che porti ad una nuova definizione di Università: molto più ampia, più forte, più flessibile e rivolta con lo sguardo sempre verso nuove frontiere, ha poi concluso Manfredi, aggiungendo: “Bisogna parlare anche di futuro. Indubbiamente l’Erasmus è mobilità fisica, vivere esperienze e comunità diverse, però dobbiamo andare anche oltre. Dobbiamo costruire uno spazio europeo della formazione superiore, che significa la possibilità di frequentare l’università muovendosi presso vari atenei dell’Unione e che veramente costruisca lo spirito della cultura europea”.