Relazioni Italia-Usa, a Palazzo Reale celebrati 75 anni di amicizia

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Non sempre la diplomazia e’ un mestiere facile, specialmente se l’interlocutore e’ un popolo che ha subito una guerra fratricida, ma quando uno ti tende la mano per risalire dal fosso profondo ove si e’ precipitati, non si deve guardare in faccia il Salvatore perché sia degno di noi. Aiutare il prossimo certe volte odora di bruciato e i primi ad aver subito sono gli americani nel processo di liberazione dell’Italia, che ha sostituito per molti un predominante modo di essere , rispetto a chi stava prima. Forse il principale problema e’ proprio riconoscere l’altrui Misericordia perché alla nostra siamo o meglio crediamo di essere, abituati. Un tunnel forse che e’ al primo posto dei dubbi che si possono avere nel processo di pace, di amicizia e di collaborazione, soprattutto diplomatica, che si e’ instaurato con gli Stati Uniti, padroni del mondo, o forse soggetti alla prevenzione di colui a cui dà fastidio che esista un Paese, in cui il bene e il male hanno proporzioni gigantesche, ma lo amerà inesorabilmente nel momento in cui ci verrà in contatto, come sempre succede a chi assaggia gli Usa e non si vuole staccare. I rapporti con gli Usa sono questi e vanno forse oltre l’emigrazione che ha creato Italo americani e meno americani italianizzati, se non per affezione . Sono 75 anni dallo sbarco, e proprio nell’ambito delle celebrazioni del 75° anniversario dello Sbarco Alleato, mercoledì 7 novembre la Professoressa Victoria De Grazia, Docente di Storia Contemporanea presso la Columbia University, ha moderato il seminario “75 anni di relazioni Italia-USA: una prospettiva geopolitica dallo Sbarco a oggi”. L’evento è stato organizzato dall’Ufficio Stampa e Cultura del Consolato Generale degli Stati Uniti di Napoli, e si e’ tenuto nella sala Rari della Biblioteca Vittorio Emanuele del Palazzo Reale di Napoli a Piazza Plebiscito.
Una volta presa la parola, la professoressa De Grazia ha introdotto l’unicita’ di un momento alla luce di quel ruolo di egemonia che spesso si e’ attribuito agli Usa sul territorio Europea e italiano in particolare : “ Mio padre ha partecipato allo sbarco e il racconto che mi ha colpito di piu’ , era quello sulla presenza di tanti Italo americani che condividevano l’alto ideale che se il tenore di vita e’ alto, allora si sta tutti assieme in amore è accorto. Oggi si presenta un ordine nazionalista che avanza nel mondo e che preoccupa, forse partito proprio dalla fine della guerra, ma l’arrivo degli americani ha costituito per chi ha veramente vissuto quei momenti , una grande opportunità . L’Italia entro’ in un mondo molto diverso e si integro’ quasi alla perfezione; lo sbarco non e’ liberazione ma l’occupazione che porto’ l’Italia fuori dall’influenza dell’asse. Malaparte e’ importante ma il popolo napoletano ha reagito molto di piu’, anche culturalmente, e ha caratterizzato il colore di due posizioni antitetiche che si sono incontrate. Un esercito enorme con mezzi incredibili, pasciuti in viso e pronti ad aiutare il prossimo, ma trainando un modello sociale legato alla produttivita’: l’egemonia della Ricostruzione aveva un marchio americano che introduceva un altro incipit e la spinta a fare di più. L’Italia e’ stata una realtà di frontiera per l’occupazione, che solo l’ideale bolscevico poteva allontanare dalle prospettive di costruzione futura . Il Piano Marshall degli anni ‘48 ‘51 furono anni di sperimentazione politica per evitare che si tornasse alla dittatura è ancora oggi e’ oggetto di studio approfondito da parte degli storici “.
Sono intervenuti oltre al lungo e profondo monologo della Rof., rappresentanze eminenti della Cultura, delle istituzioni e della diplomazia: Shawn Baxter, Capo Sezione Stampa e Cultura del Consolato che ha espresso la felicità di aver seguito questo discorso in maniera itinerante: “ Siamo stati ad esempio alla Accademia Aeronautica di Pozzuoli, dove abbiamo conversato con tantissimi giovani sul futuro internazionale con gli Stati Uniti. Grazie a incontri come questi possiamo intervenire direttamente ad essere partecipi di una grande amicizia”. Francesco Mercurio, Direttore della Biblioteca Nazionale di Napoli Biblioteca Nazionale di Napoli , ha dato il benvenuto e illustrato il tema della serata, vissuto con un orgoglio che non elude la riflessione sul positivo rapporto di lunga durata , partito da un evento di guerra e determinato da tanti anni di pace e collaborazione. Paolo Macry, Docente di Storia Contemporanea presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” che ha sottolineato la grande capacità di storica della De Grazia che non ha eluso studi approfonditi sulla storia d’Italia:” Ina delle sue opere più importanti ‘ L’impero irresistibile’ ove si erge la ricostruzione dei passi fondamentali che hanno unito i due popoli, le due sponde dell’Atlantico. 75 anni riportano al ‘43 ove Napoli ebbe un ruolo centrale nel rapporto militare con gli Usa. e subito ci può venire in mente il lavoro di Malaparte che con ‘La pelle’ ha evidenziato elementi di realtà anche crudi, per cui nel 1950 tutte le forze politiche misero al bando lo scrittore. Quindi l’argomento e’ interessante è complicato nello stesso tempo. Anche nella guerra fredda culturale Napoli ha giocato un grande ruolo, nonostante lo stato fosse uscito dalla guerra in maniera ambigua “. Nino Daniele, Assessore alla Cultura del Comune partenopeo ha parlato subito dopo i saluti del Direttore della Biblioteca Nazionale: “ Manifesto la soddisfazione che si presenta quando una professoressa eminente dialoga con i giovani di una città difficile ma non priva di speranze come Napoli. Ci sono aspetti che non devono escludere quelli di civiltà che sono alla base delle relazioni. Esse possono oscillare per le differenti situazioni sociali e politiche , ma sostanzialmente la continuità c’e’ stata. Napoli si liberò dai nazisti con le proprie forze ma gli attori fondamentali dell’ exalation bellica furono senza dubbio gli americani fondando man mano un rapporto ‘costitutivo’ della nostra Repubblica “.
A pochissimi giorni dalla ricorrenza del centenario della Grande Guerra, il 75simo anniversario dello Sbarco Alleato ha un significato ben preciso: se la conformazione geopolitica delle Nazioni era radicalmente cambiata dopo la I Guerra Mondiale, con il secondo conflitto le prospettive di pace e di collaborazione internazionale hanno aperto un varco e si sono integrate soprattutto attraverso l’amicizia è la solidarieta’ che lega il popolo americano e quello italiano.