Renato Lori direttore dell’Accademia di Belle Arti di Napoli: Ampliamento dell’organico, speriamo in Manfredi

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in foto Renato Lori

L’occhio di Leone , ideato dall’artista Giuseppe Leone, è un osservatorio sull’arte visiva che, attraverso gli scritti di critici ed operatori culturali, vuole offrire una lettura di quel che accade nel mondo dell’arte avanzando proposte e svolgendo indagini e analisi di rilievo nazionale e internazionale.

di Ilaria Sabatino

Dal 2 novembre 2020 il nuovo direttore dell’Accademia di Belle Arti di Napoli è il professore Renato Lori, scenografo teatrale e cinematografico, docente di scenografia presso l’Accademia di Napoli. Per sapere le nuove linee guida che seguirà il nuovo direttore, soprattutto in un momento storico molto difficile che stiamo attraversando, ne parliamo direttamente con lui.

Direttore cosa ne pensa, oggi, delle Accademie e del comparto Afam in generale?

L’Accademia in questo momento sta, sicuramente, vivendo un periodo di transizione che purtroppo dura da 20 anni perché è dal 2000 che c’è questo passaggio all’università, oramai diciamo che siamo praticamente a pieno diritto nell’università, ma ci mancano ancora molte cose. Tanto è vero che in quest’ultimo Prin, il documento per il finanziamento della ricerca, il Ministero non ha inserito le istituzioni AFAM. Quindi le varie presidenze delle conferenze dei direttori e dei presidenti delle istituzioni AFAM hanno scritto una lettera al Ministro. Questo, voglio dire, nell’insieme è un segnale di qualcosa che ancora non funziona del tutto. Sembra, infatti, strano che ad oggi l’Accademia sia tagliata fuori dai fondi per la ricerca. Quando credo, invece, che a pieno titolo la maggior parte delle Accademie possano dire di fare ricerca sull’arte e ricerca artistica, testimoniata molto spesso anche da pubblicazioni, da libri e da documentazioni. Ci auguriamo che prima o poi il Ministero accetti questa situazione e riconosca a tutta l’AFAM pienamente questo diritto. Per il resto siamo in attesa, degli sviluppi con l’insediamento del nuovo ministro Manfredi, che speriamo profondamente ci porti ad un miglioramento netto, in quello che ad esempio sono gli organici, che da tempo stiamo aspettando di poter ampliare e la stabilizzazione di molti docenti, il passaggio dei docenti di seconda fascia alla prima fascia. Diciamo, quindi, che in questo momento c’è una trasformazione abbastanza importante e forte, che ci auguriamo porti ad un compimento.

In questo momento così particolare e difficile che stiamo attraversando come sta rispondendo l’Accademia di Napoli?

L’Accademia sta, prima di tutto, cercando di adeguarsi ai principi della sicurezza Covid, di cui una prima fase è stata messa in atto dal mio predecessore, il direttore Giuseppe Gaeta, con la nomina di un comitato covid che sta lavorando. Il quale ha stabilito una serie di criteri, che sono prima di tutto stabiliti nel rapporto tra lo spazio ed il numero di allievi, quindi per ogni aula è stato stabilito un numero massimo di allievi. Sono stati installati dei termo scanner agli ingressi, davanti ad ogni aula ci sarà un distributore di igienizzante e sarà segnato quante persone vi possano accedere. Tutto questo è in fase di completamento, però la gran parte delle cose è stata fatta. Il problema è che in questo momento siamo fermi, quindi non possiamo fare entrare gli allievi, ci auguriamo di riuscire a trovare una soluzione, almeno per quei corsi che hanno la necessità di essere in presenza, come ad esempio per restauro, grafica d’arte, scultura etc. Noi ci stiamo preparando per arrivare a questo, anche se la situazione sembra stia peggiorando e non migliorando.

Quale sarà la sua linea guida da direttore dell’Accademia?

Il linea di massima ci sono alcuni punti fermi che, secondo me, bisognerà seguire. Da un lato cercare di raggiungere la semplicità e la trasparenza, quindi cercare di mettere regole certe e di pubblicarle in maniera che i ragazzi le possano leggere e capire facilmente. Fare in maniera che tutti i compiti vengano divisi tra la segreteria, l’amministrazione, cioè che tutto diventi chiaro anche chi fa cosa. Anche un minimo di ritorno, oltre che alla semplicità, alle regole, un rispetto delle regole che in realtà in grande linea c’è sempre stato, ma diciamo che in questo momento va sicuramente sottolineato. Questa è la prima cosa, un criterio fondamentale alla base di questo è che la didattica e gli studenti siano al centro dell’accademia, che tutto quello che si fa in Accademia, venga fatto sempre per gli studenti e per la didattica. Un altro punto importante, sicuramente, è quello dei rapporti con altri enti della città. A partire dall’università fino ad arrivare al teatro Stabile, al teatro San Carlo, al teatro Bellini, alle produzioni cinematografiche, alla Regione, al Comune, con cui abbiamo sempre avuto rapporti anche curando campagne pubblicitarie o mandando i ragazzi a fare i tirocini presso queste strutture, vada avanti, ma sempre in funzione della didattica e degli allievi. Non dobbiamo dimenticare, guardando all’esterno, quello che invece deve prima di tutto funzionare bene all’interno, questa secondo me è una cosa, che in questo momento, va tenuta in particolare conto.

Direttore, ora, di una delle prime Accademie del sud Italia. Cosa pensa di fare, per dare maggior visibilità al patrimonio artistico in essa contenuto?

In Accademia abbiamo tante cose da far vedere e devo dire che mi è capitato di vedere turisti e anche gli stessi cittadini che venivano in Accademia per poter ammirare le opere esposte e di voler visitare la Galleria, di non poterci andare. Questo, purtroppo, è soprattutto un problema legato al numero dei custodi dell’Accademia, dei coadiutori che è un numero estremamente ridotto, per tale motivo spesso non ci permette di tenere aperto quelle strutture che chiaramente sono all’interno della nostra sede e che andrebbero custodite. Non possiamo fare entrare i turisti nella Pinacoteca se non c’è qualcuno che faccia anche da controllo, quindi questo è il problema di base. Ora in Accademia si sta sicuramente lavorando e si è lavorato molto bene, si è fatto un grosso lavoro di ristrutturazione, di ampliamento e di riallestimento della Galleria, dove sono state esposte molte opere, alcune delle quali erano all’interno dei depositi. Un’altra struttura che in questo momento è chiusa è la Gipsoteca, che dovrebbe ritornare ad essere aperta. Ora al di là di quelle che sono le responsabilità ed i meriti dei colleghi che stanno portando avanti questi progetti, il problema è sicuramente quello di avere il personale per potere tenere queste strutture aperte. Noi aspettiamo da anni l’ampliamento dell’organico del personale da parte del Ministero, speriamo che prossimamente questo avvenga in modo da poter tenere aperte queste strutture e poter far funzionare tutto in modo migliore.

in foto l’Accademia di Belle Arti di Napoli
in foto la Gipsoteca (ph Oreste Lanzetta)