Renzi a Napoli, giorno di vigilia Da Caldoro ai sindacati, si moltiplicano gli appelli

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Il rischio di affondare è concreto. Non in mare, però, dove in questi giorni ferragostani chi può trova un po’ di refrigerio. Il rischio, per i napoletani, è quello di affondare nel mare di richieste e petizioni al premier che Il rischio di affondare è concreto. Non in mare, però, dove in questi giorni ferragostani chi può trova un po’ di refrigerio. Il rischio, per i napoletani, è quello di affondare nel mare di richieste e petizioni al premier che almeno da un paio di settimane stanno popolando giornali e agenzie. Ci sono gli intellettuali (centosessanta) con le loro “sei questioni concrete” da risolvere, ci sono i vigili sindacati che con Susanna Camusso ci ricordano che “sul Sud Renzi è senza idee” e, nel giorno della vigilia, si fanno avanti le istituzioni per bocca del numero uno di Santa Lucia Stefano Caldoro. Caldoro a Renzi: Serve realismo – “La visita di domani non si può trasformare in una giornata solo simbolica, carica di attese impossibili da soddisfare, sia per ragioni pratiche sia per sano e concreto realismo“. Lo scrive il governatore della Campania Stefano Caldoro, secondo cui “le richieste, gli appelli e le aspettative” pur caratterizzate da ”lodevoli intenzioni” e ”condivisibili analisi” rischiano di diventare ”un alibi all’impossibilità di soddisfare tutte le richieste” con la conseguenza di rinviare ”sine die, la soluzione di questioni urgenti e centrali”. Altra, per Caldoro, la strada da percorrere. ”Bisogna lavorare con serietà per rafforzare l’indispensabile legame esistente tra una grande Regione, con una grande Città Metropolitana, e il Governo centrale che ancora detiene le leve del comando e la parte più consistente della spesa pubblica’‘. La sfida della coesione – Il messaggio è esplicito: “Staremo a vedere quale sarà la scelta di Renzi per descrivere l’impegno del suo governo per il Sud al quale dedica questi giorni di Ferragosto”. Sì, perché Napoli, emblema di un Mezzogiorno sempre in divario con il Nord, ha dimostrato che e’ possibile invertire la rotta: ”In Campania ci siamo rimboccati le maniche raggiungendo risultati mai ottenuti prima”. E se, aggiunge Caldoro, ”tutto il Paese deve cambiare e modernizzare il suo apparato, essere piu’ veloce nelle decisioni”, se le ”riforme istituzionali e costituzionali non sono piu’ rinviabili” ce n’e’ una, quella della ”coesione territoriale, cioe’ della garanzia uniforme dei diritti’‘ che e’ la ”più urgente”. “La nostra Costituzione garantisce e riconosce pari dignità ai cittadini” ma, solo per citare la sanita’ ”i trasferimenti annuali dallo Stato al Sud sono inferiori di un miliardo rispetto alla media nazionale’‘. ”Questa disparita’ di trattamento e’ insostenibile sul piano sociale e anche su quello economico facendo mancare al Paese il contributo di crescita e spinta che solo il Sud puo’ dare. Bastano poche righe nella Carta per correggere queste ingiustizia”.


APPELLO A RENZI DI “NOI PER NAPOLI”  Una strada “chiara nella meta e certa nei tempi”che veda il Governo impegnato a “rimuovere ostacoli e inefficienze, definire nuovi strumenti e obiettivi, chiamare le forze produttive e sociali, le competenze, le istituzioni locali, a perseguire soluzioni nette e definite, ridando una prospettiva di futuro a Napoli”. Questa la richiesta di un appello al premier Matteo Renzi da parte di 160 personalità del mondo partenopeo in vista della visita prevista per giovedì 14 agosto. Il primo firmatario è l’architetto Pasquale Belfiore, ex assessore della Giunta Iervolino, docente della Seconda Università, che ha curato – con altri intellettuali – una sintesi dei mali più emblematici e delle migliori soluzioni possibili. Soluzioni che consentano di risvegliare le forze sane e capaci della città perché “Napoli non chiede privilegi, né indulge a un rivendicazionismo deteriore, spesso brandito dalle classi dirigenti come alibi per il loro fallimento, ma a lungo assecondato per convenienze di parte anche dai Governi nazionali”. Sottoscrizioni aperte – L’appello è contenuto in una lunga lettera aperta il cui testo è stato consegnato al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio nel corso di un incontro tenutosi venerdì 8 agosto a Palazzo Chigi e che sarà data a Matteo Renzi con le firme definitive il 14 agosto. La lettera è stata sottoscritta finora da oltre 160 personalità e da più di una ventina di enti e associazioni. Le firme si raccolgono ancora sulla pagina Facebook di ”Noi per Napoli” (https://www.facebook.com/noiper.napoli/about) e alla mail noipernapoli1@gmail.com. Una città che si sgretola – Plasticamente visibile nello sbriciolarsi dei cornicioni di palazzi simbolo di Napoli il declino della città prosegue con l’aumento della disoccupazione, l’emorragia demografica, il peggioramento della qualita’ della vita. “Forte della sua storia ultramillenaria, del prestigio del passato, Napoli può e deve rinascere puntando sulla valorizzare di quelle risorse di cui dispone la Città metropolitana e che sono gravemente sottoutilizzate: il patrimonio culturale, storico, paesaggistico e ambientale da Cuma a Pompei, le conoscenze scientifiche radicate nelle Università e nei centri di ricerca, un’antica tradizione manifatturiera e artigianale”. Sei punti concreti su cui agire – In concreto, le indicazioni delle donne e degli uomini di ‘Noi per Napoli’ chiedono impegno mirato su sei questioni: 1) Citta’ metropolitana – realizzazione di una No Tax Area a tempo determinato per investimenti che garantiscano innovazione tecnologica, competitivita’ e occupazione (contro la sospensione degli attuali sussidi alle imprese, che superano significativamente il gettito Ires al Sud); 2) Bagnoli – divisione chiara di compiti tale che il Governo – con specifici strumenti attuativi e con il coinvolgimento delle competenze scientifiche e delle comunita’ locali – sovraintenda alla bonifica dei suoli e del mare; 3) Terra dei Fuochi – si lavori perché divenga “Terra Produttiva e di Lavoro” accelerando e integrando interventi per l’individuazione e la bonifica delle aree contaminate tra Napoli e Caserta, al fine di assicurare la prevenzione della salute pubblica e la salvaguardia della filiera agroalimentare; 4) Centro Storico di Napoli – si scongiuri il ritardo del progetto finanziato con i fondi europei e si avviino politiche di manutenzione del patrimonio edilizio e di rigenerazione urbana; 5) Periferie – si provveda al risanamento a partire da Scampia e dalla riconversione delle aree dismesse, anche con moderni modelli di partenariato pubblico-privato come ‘Naplest’, con l’obiettivo della piena integrazione di questi territori nella Citta’ metropolitana e attraverso l’adozione di politiche sociali; 6) Porto di Napoli – il Governo intervenga per far andare avanti il programma di modernizzazione, giungendo alla nomina del Presidente dell’Autorita’ portuale commissariata da anni e garantendo che l’incarico sia affidato a personalita’ dalla indiscussa esperienza e competenza manageriale.


LA CGIL CAMPANA A RENZI: ORA IMPEGNI CONCRETI  Dalla seconda visita lampo del presidente del Consiglio Renzi in programma il 14 agosto ci aspettiamo concretezza ed impegni traguardati all’urgenza del momento. A Napoli ed in Campania la prima emergenza è il lavoro. La drammaticità della situazione può mettere in crisi la tenuta sociale”. E’ quanto afferma il segretario generale della Cgil Campania, Franco Tavella. “La crisi – ricorda Tavella – ha determinato nel 2013 un calo del Pil, rispetto all’anno precedente, del 2,1%. La nostra regione in soli 12 mesi ha visto aumentare il suo tasso di disoccupazione dell’1,3%. La Campania è diventato cosi’ la prima emergenza del Paese. I limiti raggiunti dalla disoccupazione ed in particolare da quella giovanile, che supera il 50%, disegnano una condizione al limite della rottura sociale”. “Occorre quindi aiutare i cittadini ed i lavoratori campani a superare prima di tutto questa drammatica situazione. Ecco perché I fondi della cig in deroga non possono essere ridotti: prima di sostituire questa misura occorre avere un quadro certo della situazione. I lavoratori di Napoli e della Campania non possono essere abbandonati al loro destino. Il nostro auspicio è che, nella visita lampo del 14 agosto, Renzi abbia la pazienza ed il tempo di ascoltare le organizzazioni sindacali – conclude – La Cgil, da parte sua, illustrerà con dovizia di particolari la propria posizione e, vista la difficile situazione, darà ampia disponibilità a sperimentare in Campania un modello di relazioni modulato sulla fase di emergenza che stiamo attraversando”.