Confimprese, Resca: L’Istat certifica la gelata dei consumi e i saldi non decollano

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in foto Mario Resca

I dati Istat con l’inflazione che galoppa nel mese di dicembre confermano una situazione di forte instabilità che frena i consumi e apre uno scenario a tinte fosche.
“Con l’inflazione al +0,4% su base mensile e al 3,9% su base annua si torna a parlare di gelata dei consumi – riflette Mario Resca, presidente Confimprese –. L’inflazione è in accelerazione, i costi di energia, trasporti, materie prime bloccano gli acquisti, a parte quelli di prima necessità, mentre le aziende scontano il caro bollette che dal primo di gennaio hanno subìto un’ulteriore impennata fino al 40% per il gas e al 55% per l’energia elettrica”.
La spinta inflazionistica si ripercuote negativamente anche sui saldi. Secondo le rilevazioni del centro studi Confimprese, continua anche l’ondata negativa dei saldi, che non riescono a controbilanciare l’andamento negativo dei consumi. La speranza di recuperare nella prima settimana dall’avvio, che è quella dove generalmente si concentrano la maggior parte degli acquisti, non si è concretizzata.
“Nell’abbigliamento – prosegue Resca – il 78% dei retailer dichiara un trend negativo tra -30 e -40% sullo stesso periodo 2020 precovid e come media del settore, sia pure con i dovuti distinguo da insegna a insegna, non si registrano incrementi dello scontrino medio. I retailer ritengono che il peggioramento del contesto economico abbia influito negativamente sulle vendite durante i saldi. A inasprire il quadro l’assenteismo causa Covid con malattie e quarantene, che tocca il 20% del totale personale di negozio, tanto che circa la metà delle insegne ha dovuto ridurre gli orari o chiudere dei punti vendita, stimati al 10% della rete, e inoltre anche lo scontrino medio è rimasto invariato”.
Con riferimento ai canali di vendita per 1 retailer di abbigliamento su 2 il centro commerciale è il canale principale, mentre per altro retail per 1 su 2 il canale principale è lo city shopping.