Retail Trends 2014: indicazioni e “sentiment” dei principali operatori del settore

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L’annuale ricerca “Retail trends 2014”, sviluppata da Cocuzza & Associati Studio Legale grazie al contributo dei principali advisors operanti nel settore in Italia ha evidenziato come in un momento storico in L’annuale ricerca “Retail trends 2014”, sviluppata da Cocuzza & Associati Studio Legale grazie al contributo dei principali advisors operanti nel settore in Italia ha evidenziato come in un momento storico in cui la crisi sta progressivamente lasciando spazio ai primi segnali di ripresa strutturale, il mercato diventa sempre più selettivo in termini di asset ricercati dai retailer. Quello del Retail è un settore che si va evolvendo in maniera sostanziale e dove cominciano a delinearsi chiaramente tendenze marketing-oriented, attente al consumatore, alla domanda e fondamentalmente strutturate sulla sostenibilità di gestione dei singoli punti vendita. Si potrebbe affermare che il 2013 è stato l’anno della “selezione” ovvero un anno in cui seppure gli investimenti non sono mancati ed anzi stanno – come sottolineano i maggiori operatori del settore – aumentando, questi si sono soprattutto rivolti verso immobili di particolare qualità o in grado di distinguersi. Localizzazione geografica degli investimenti Per quanto attiene la localizzazione geografica degli investimenti dei retailer si conferma ancora la preferenza per Milano – considerata l’unica città italiana veramente Europea in termini di pubblico e di rendimenti degli spazi commerciali – seguita da Roma e dalle grandi città turistiche: Venezia, Firenze, Verona. Anche Bologna e i centri provinciali del Nord Italia sono entrati in una fase di recupero per location di particolare pregio. Sud e Isole restano in fondo alle richieste dei principali retailer internazionali, anche se occorre rilevare un crescente interesse per città come Palermo e Catania, in virtù della grande importanza che i principali retailer danno alla capacità della città di attrarre turisti. Da un punto di vista sostanziale, tutti gli operatori sono concordi nel ritenere che il turismo sia diventato sempre di più una discriminante rilevante per la scelta delle location dei principali gruppi internazionali, in quanto il retailer focalizza la propria attenzione sulle zone di pregio delle principali città in grado di garantire flussi turistici interessanti. L’Expo inizia a far sentire il suo effetto su Milano, ma gli operatori sottolineano come le aziende si sono mosse troppo tardi ed ora stringe il tempo in vista dell’inaugurazione del maggio prossimo. In questo contesto, asset di pregio in zone commerciali prestigiose continuano a trovare investitori interessati mentre zone periferiche o semi periferiche affrontano ancora un trend ribassista con numerose vacancies. Per i centri commerciali si conferma un trend già in atto da diversi anni in cui le strutture “dominanti” sul territorio e targettizzate – ovvero in grado di offrire servizi di entertainment agli ospiti – in un’ottica di shopping experience sono in grado di fidelizzare i clienti. Altri importanti trend evolutivi riguardano poi l’offerta dei retailer che, grazie alle nuove tecnologie e all’e-commerce stanno testando nuovi modelli di vendita e diverse modalità di gestione dei rapporti con la clientela. Normativa vigente su base regionale Una serie di valutazioni qualitative su un mercato che sta ritrovando un modello di crescita. Oltre alle analisi del mercato, il volume presenta una sezione dedicata alla normativa vigente, ed i professionisti dello Studio Cocuzza svolgono alcune riflessioni sulla normativa e sul processo di autorizzazione degli spazi, riflettendo in particolar modo sulla crisi dei vecchi modelli di collaborazione (ad es. il franchising, ecc.) ed il tentativo di percorrere nuove strade, che pongono al centro della strategia perseguita il brand come ad esempio la commissione alla vendita attraverso contratti di “concession” oppure convertendo il negozio da punto vendita multibrand a monobrand. Di notevole interesse, inoltre, il capitolo dedicato agli “artifizi” regionali in tema di temporary shops, ovvero negozi operanti in aree ad alta o altissima densità commerciale per un periodo di tempo di breve durata (dalle 3 settimane ai 18 mesi), in cui sono spiegate le differenti regolamentazioni introdotte dalle regioni Campania, Veneto, Liguria e Toscana. Uso degli spazi: centri storici, outlet e retail park È importante notare come sia in atto una trasformazione degli outlet, per quanto attiene le dimensioni degli spazi espositivi, ridotti rispetto il passato, e considerando che in questa fase sono premiati gli outlet in grado di offrire ricreazione e divertimento pensando ad una shopping experience strutturata. Esperienza che può essere ottenuta creando sinergie con il territorio e proponendo offerte ricreative strutturate e fruibili dagli ospiti degli Outlet. Sono, invece, due le differenti prospettive di sviluppo che potrebbero avere i Retail Park. Da un lato gli operatori ritengono si possa affermare una tipologia di retail park orientata a un mercato di massa che fa leva su una attenta gestione dei costi, dall’altro lato che siano orientati a clientela di buon livello. A supporto di questa seconda tesi occorrerebbe avere investitori ed amministrazioni pubbliche che trovino il modo di recuperare spazi commerciali urbani. Il nostro Paese è ricchissimo di centri storici ed ha una realtà commerciale estremamente distribuita, ma occorre che le amministrazioni trovino nuove soluzioni perché intere zone urbane rischiano la desertificazione commerciale se non si attua un processo di riqualificazione, come ad esempio quello dei lungomare. In tale ottica, viene a pesare l’assenza nel nostro paese della figura del City Manager, che in altre nazioni ha consentito di ottenere importanti risultati da un punto di vista organizzativo. Il City Manager è un operatore qualificato in grado di essere il coordinatore delle istanze di vari stakeholder; rappresenta un punto di riferimento per i retailer in grado di definire, facilitare e coordinare gli interessi verso una visione di sviluppo commerciale. Egli sarebbe un interlocutore privilegiato anche nel rapporto con gli investitori, che si confermano essere principalmente europei ed americani. Distaccati, ma in crescita, i retailer provenienti dall’Asia. Ridisegnare il futuro Nel futuro saranno diversi gli elementi che contribuiranno a ridisegnare il mercato del Retail. Internet e l’e-commerce avranno sicuramente un forte impatto, soprattutto in relazione alla capacità dei retailer di reagire prontamente alle sollecitazioni del mercato e di ri-organizzare i punti vendita. Difficile però immaginare al momento che queste nuove modalità di acquisto possano sostituire in tutto il punto vendita. Quello che conterà sarà la capacità dei retailer e degli operatori immobiliari di interpretare la multicanalità come un’opportunità e non più come una “minaccia”. Del resto anche operatori solo internet based – come Amazon ad esempio – hanno bisogno di “brick and mortar shops”. L’esperienza di acquisto diventa un elemento sempre più fondamentale, che caratterizza non solo gli spazi commerciali di fascia alta ma che entra anche nei centri commerciali contribuendo a ridisegnarne la struttura. Sempre più strategiche diverranno le sinergie tra amministrazione e settore commerciale. Su questo terreno probabilmente si giocherà la competitività del settore. Oltre ad un recupero di flessibilità normativa e una riduzione degli oneri burocratici, la capacità di interpretare lo spazio cittadino in funzione delle esigenze commerciali risulterà strategica per riuscire ad attrarre investimenti da parte degli operatori.