Rete Pmi Napoletane, fiaccolata di protesta contro il coprifuoco

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Si ritrovano nella tarda serata del 22 ottobre a Santa Lucia, davanti alla sede della Regione Campania, con fiaccole e cartelli con le loro proposte. Orario per l’appuntamento le 23. Quando, insomma, da domani in regione scatterà la chiusura di ristoranti, pub e bar, Sono gli imprenditori della Rete piccole e medie imprese napoletane, che, alla vigilia del coprifuoco, manifesteranno le loro preoccupazioni. La stima è di un meno 50% in media per il fatturato, nel corso di questo mese di ottobre, paragonato allo stesso mese del 2019. Ma sono numeri destinati ad aumentare “e raggiungere anche il meno 70% di fatturato”. Un discorso che non riguarda solo i piccoli esercizi, ma anche quelli più grandi. “Ci riuniamo il giorno prima perché siamo anche pronti a metterci in discussione e ad abbassare le saracinesche – dice Stefano Meer della Rete – ma vogliamo essere parte attiva della soluzione del problema”. Il “sacrificio” di chiudere i propri locali “lo facciamo da soli, non abbiamo bisogno di lockdown imposti”. “Se si ritiene lo svolgimento dell’attività di somministrazione foriera di contagi – spiega – siamo pronti a chiudere per il bene nostro e dell’intera comunità”. “Ma chiediamo chiarezza e tempestività di intervento alle autorità – aggiunge – Chiediamo siano salvaguardate le nostre maestranza , le nostre aziende con misure tempestive ed efficaci”. Alla manifestazione, i titolari degli esercizi commerciali avranno anche dei cartelli con le proposte che avanzano: sostegno a livello nazionale per il tramite del governatore; cassa integrazione con erogazione immediata e non soggetta a tassazione per il dipendente; differimento imposizione fiscale (nazionale e locale); credito di imposta locazioni con cessione al locatore pari ad almeno il 60%; azzeramento costi fissi utenze reale; ristoro per i datori di lavoro.