Rete Vesuviana Arev chiede un’operazione verità sugli sgravi Tari per le imprese turistiche

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Le strutture ricettive dell’area Vesuviana attendevano di ricevere uno sgravio sulla Tari 2020, una boccata d’ossigeno, almeno sul versante delle imposte locali, da parte dei Comuni, Ente territoriale più loro prossimo.
“Ciò anche in considerazione del fatto che tali strutture Extra-alberghiere – si legge in una nota – in special modo operanti senza P.iva ma con il Codice Fiscale (queste ultime sono la stragrande maggioranza di quelle operanti sul Territorio vesuviano e regionale, circa 7.000), si sono viste escluse da ogni misura, assunta tanto dal Governo nazionale (quali Ristori, “Bonus Vacanze”, riduzione delle imposte etc.), quanto dalla Giunta regionale (Piano socio-economico n° 1 e n° 2).
Il consiglio dei Ministri, peraltro, aveva stanziato apposite somme indirizzate agli Enti locali (c.d. Decreti “Rilancio” ed “Agosto”) tali da consentire di far fronte, almeno in parte, alle riscossioni inferiori a quanto preventivato, per le imposte locali, in primis, per la Tari. Stanziamenti, disposti proprio per soccorrere quelle attività impegnate nel Commercio, Servizi e Turismo e, quindi, anche le strutture come quelle ricettive Extra-alberghiere, che si sono viste chiuse per legge per 3 mesi dai DPCM e da altri provvedimenti regionali, per, poi, di fatto, con il sistema delle zone “rosse” e “gialle”, essere ancora, vieppiù, impedite, di fatto, di ospitare.
I Comuni, invero, si sono comportati, al riguardo, “a macchia di leopardo”, chi operando sgravi sulla TARI 2020, chi anche prevedendo riduzioni per il 2021 e chi non adottando alcuna misura in tal senso”, conclude la nota.