Reti per monitorare la qualità dell’aria. La tecnologia a basso costo di SenseSquare

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L’inquinamento è un problema particolarmente sentito, soprattutto tra gli abitanti delle aree metropolitane, ma non esistono sistemi in grado di dare informazioni precise sul livello di polveri sottili – dannose per la salute dell’uomo – che si concentrano nell’atmosfera. Da questa riflessione sono partiti due giovani salernitani, Aristide Giuliano – dottore di ricerca in Ingegneria Chimica all’Università di Salerno – e Daniele Sofia – dottorando in Ingegneria Industriale nello stesso ateneo –, che hanno messo a punto delle reti di monitoraggio in grado di mappare il territorio e fornire dati reali sulla qualità dell’aria. “Era il 2013, quando era appena uscito fuori il dramma della Terra dei Fuochi – racconta Aristide Giuliano a IlDenaro.it – e il clamore generale si era riversato subito sui terreni inquinati e i danni all’agricoltura. Ma anche l’aspetto della qualità dell’aria era estremamente importante. Iniziammo perciò a cercare di capire come sfruttare l’idea come modello di business, creando i prototipi delle reti di monitoraggio e depositando il brevetto”. A febbraio 2016 i due hanno fondato SenseSquare, startup innovativa che ha sede a Salerno e oggi conta altri tre nuovi soci: Ivan Stammelluti, economista di Milano, Giovanni D’Acunto e Marco Polverino, che studiano rispettivamente Ingegneria Informatica e Ingegneria Ambientale nel campus di Fisciano.

Tecnologia a basso costo
“L’idea progetto è l’installazione di reti di monitoraggio della qualità dell’aria ad elevata risoluzione spaziale e temporale – continua Giuliano –. Si tratta di una tecnologia innovativa a basso costo, che attraverso sensori degli inquinanti invia i dati in tempo reale, ogni tre minuti e 24 ore su 24, sul nostro server dove questi vengono elaborati. I sensori sono di facile installazione e costano poco: li assembliamo noi, abbiamo una serie di apparecchiature per la prototipazione rapida, quindi stampanti 3D, per fare i pezzi che abbiamo all’interno della stazione di monitoraggio e superare alcuni limiti, come la possibilità di garantire l’affidabilità dei sensori ad umidità relative prossime al 100%, per esempio quando piove”. Installando tanti sensori “mappiamo il territorio dal punto di vista spaziale, ma anche temporale, riuscendo a determinare il variare del livello degli inquinanti nel tempo”. Il team ha creato un algoritmo che si basa sulla triangolazione dei dati – il numero minimo delle stazioni da installare è tre – e individuare “le possibili fonti dell’inquinamento”, così da “proporre possibili soluzioni agli enti competenti, come pubbliche amministrazioni e Arpa regionali, alle aziende private e ai liberi professionisti. Stiamo sviluppando poi un’applicazione mobile per rendere disponibili i dati per i cittadini, che potrebbero consultarla sia per prendere semplici decisioni quotidiane, per esempio in quale posto andare a fare jogging, sia importanti, come la scelta del quartiere in cui andare ad abitare”.  

Stazioni in prossimità delle scuole
Al momento la startup ha installato sei stazioni di monitoraggio a Milano, tre a Salerno e quattro a Firenze. “A Milano stiamo stringendo un accordo con la Città Metropolitana per metterne delle altre. A Salerno, nel periodo natalizio le abbiamo installate in occasione delle Luci d’Artista, mentre le tre che ci sono attualmente si trovano nelle scuole. In futuro vorremmo continuare l’installazione presso gli istituti scolastici, che sono disposti sul territorio in maniera omogenea, in maniera tale da avere una stazione ogni 5-10mila abitanti”. E ancora, tra gli obiettivi del team c’è quello di dare risalto ai comuni della Penisola che vantano un’aria ‘buona’: “Depositeremo un marchio per permettere ai borghi italiani di valorizzare la propria qualità dell’aria a fini turistico-promozionali”, conclude il ricercatore.